Capozucca: "La Fiorentina merita risultati diversi. Paratici doveva seguire le richieste di Grosso"

Il commento di Stefano Capozucca sul momento in casa Viola

17 ottobre 2026 13:42
Capozucca: "La Fiorentina merita risultati diversi. Paratici doveva seguire le richieste di Grosso" -
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L'ex direttore sportivo del Cagliari, Stefano Capozucca, è intervenuto a Lady Radio: “Quando le cose non vanno bene, possano emergere problemi in tutti i settori di un club, compreso chiaramente quello delle comunicazione. E ci sta che a Firenze manchi quella serenità ambientale che permette di lavorare al meglio: ho visto la partita contro il Genoa ed onestamente ho visto una bruttissima Fiorentina. Rispetto a quello che dovrebbero essere i valori dei viola abbiamo visto altro, magari i risultati che non influiranno su tutto: e questo non fa bene alla squadra”.

“Partiamo dal presupposto che Firenze è una piazza molto particolare, è una bellissima piazza: il tifoso viola è molto appassionato alla sua squadra e forse l'unica lacuna che può avere è che non accetta di essere inferiore a nessuno, neanche a Juventus ed Inter. E dal punto di vista del tifo è chiaro che non sia inferiore a nessuno, Firenze è una piazza paragonale a quello della Roma: sono situazioni dove il tifo è locale e non nazionale come le squadre più grandi, e questo spesso fa la differenza sugli spalti".

"I risultati degli ultimi stagione per non rispettano il blasone del club: non dico che la Fiorentina dovrebbe essere tutti gli anni in Champions League, ma almeno lottare sempre per un posto europeo”.

“A detta di tutti, non solo mio, la Fiorentina a fine mercata si meritava un bel 7: la Fiorentina ha speso tanto, non in prestiti ma investimenti importanti. C'è stato il cambio in panchina con la scelta di puntare su Grosso, che lo scorso anno aveva fatto molto bene a Sassuolo, che lo stesso Paratici conosceva molto bene: sembrava una scelta molto ponderata".

"Anche se credo che, da direttore sportivo, scegliere di mandare via Vanoli dopo a scorsa stagione non credo sia stata una grande decisione, o almeno significava prendersi tanti rischi: mandare via un tecnico che ha fatto molto bene per prendere un allenatore in rampa di lancio, ma che necessitava di conferme. E tutto questo ha influito sull'andamento della squadra”.

Aggiunge: “Non posso sapere se le scelte del DS gigliato siano state concordate con il tecnico, ognuno prende le sue decisione. Io ad esempio a Genova ho fatto tanti anni con Gasperini e con lui non potevo cercare di impormi nelle decisioni di campo che mi sarei beccato una sberla. Però spesso discutevamo su alcune situazioni: il carattere del tecnico non è mai stato negativo, è chiaro che ha un suo modo di lavorare".

"Ma il direttore sportivo non può imporsi sul tecnico perchè c'è il rischio che tutto ciò possa diventare un'arma a doppio taglio. Se poi quello l'indicazione che dai porta ad una prestazione negativa, il tutto diventa deleterio per la squadra”. 

Conclude: "Quando prendi un allenatore, da direttore sportivo, devi avere bene in mente come vuole giocare. Il tecnico che fa le richieste al DS su determinati ruoli e non viceversa. Poi è normale che il dirigente deve trovare a ragionare con il lato economico, ed esser bravo a far coincidere le richieste del mister con quelle che sono le proposte del mercato”.