Basile attacca: "Paratici da solo ha fallito, ha bisogno di qualcuno con lui che lo aiuti"
Il giornalista ha criticato l'operato del direttore Fabio Paratici
Attraverso una profonda riflessione affidata ai propri canali social, il giornalista e sostenitore viola Massimo Basile ha tracciato un bilancio critico sulla situazione attuale della Fiorentina, mettendo in luce i nodi strutturali del club dopo il recente passo falso.
I rischi dell'accentramento decisionale
Secondo Basile, il KO interno va ben oltre una semplice giornata no, mostrando i limiti di un'impostazione societaria basata su una singola figura di riferimento:
"Il risultato non fa che confermare la fragilità di un gruppo privo di guide carismatiche, sia nel rettangolo di gioco sia in panchina, evidenziando il limite del modello fondato su una sola persona al timone", spiega il giornalista. "Paratici concentra su di sé ogni decisione e la prospettiva che possa ottenere un potere ancora maggiore rischia di rivelarsi un'incognita pericolosa".
Basile sottolinea l'assenza di un interlocutore calcistico di spessore — cita profili come Ranieri o Rui Costa — che conosca l'ambiente e abbia il peso per confrontarsi alla pari:
"Nonostante Paratici abbia individuato elementi di valore, il calcio contemporaneo non consente a un singolo di coprire ogni ruolo, dall'ideazione alla gestione. A Firenze, purtroppo, si è sviluppata una tendenza ad affidarsi ciecamente all'uomo forte di turno, delegandogli la nostra identità".
L'allarme salvezza e l'importanza di una figura di supporto
La scelta delle ultime guide tecniche (da Grosso al ritorno di Vanoli) confermerebbe, secondo il giornalista, la necessità di affiancare alla dirigenza un profilo esperto di dinamiche di campo:
"Serve un punto di riferimento tecnico, un 'saggio' del pallone con cui Paratici possa dialogare quotialmente. Rispetto al passato vantiamo un tasso tecnico superiore, ma scontiamo la mancanza di leadership. Senza dimenticare che i nomi da soli non salvano: siamo scivolati in Serie B persino quando in attacco avevamo Batistuta".
Il confronto con la realtà del Como e il ruolo della piazza
Nel prosieguo della sua analisi, Basile mette a confronto la gestione viola con la crescita del Como firmata dalla proprietà Hartono:
"La sfida di campionato ha espresso una verità insindacabile: la distanza tra le due squadre si è vista chiaramente sul piano del gioco, della panchina e dell'organizzazione generale. La dirigenza del Como ha saputo distribuire le competenze integrando personalità vincenti".
In conclusione, il giornalista riflette anche sull'atteggiamento della tifoseria e sull'evoluzione dell'ambiente attorno al club:
"Ognuno ha la società che si merita. Negli ultimi anni a Firenze è venuto a mancare quel ruolo di custodi storici dell'identità viola, finendo spesso per proteggere la proprietà anziché la storia della maglia. Inserire oggi competenze specifiche e personalità vincenti è l'unica strada per trasformare questa stagione complicata nel punto di partenza per una vera rinascita".