Dopo un periodo poco brillante alla Fiorentina, Edin Dzeko si è ripreso la scena guidando la Bosnia alla storica qualificazione per il Mondiale. L’ex calciatore Lele Adani, ospite di Viva el Futbol, ha parlato con grande intensità del centravanti: “Parlare di lui mi tocca profondamente. La Bosnia è profondamente legata alla sua figura. A differenza nostra, loro hanno vissuto un dramma enorme, segnato da uno dei genocidi più gravi della storia. A Sarajevo si respira ancora quel dolore, tra croci e memoria. E tanti emigrati sono tornati dall’estero proprio per la sfida contro l’Italia”.
Riguardo alla carriera recente di Dzeko, Adani ha sottolineato la sua resilienza: “Dzeko è probabilmente il più grande giocatore della storia bosniaca. A Firenze non è stato valorizzato, poi ha scelto lo Schalke per ritrovare la condizione giusta in vista di queste partite decisive. In una ha segnato all’85’, nell’altra ha contribuito al gol che ci ha eliminato. E tutto questo a 40 anni, compiuti da poco”.
L’ex difensore ha poi espresso un’amara riflessione sul confronto tra la Bosnia e l’Italia: “Non basta l’esempio di persone così, innamorate del calcio? La Bosnia ha meritato il Mondiale, si percepiva un’energia speciale. L’Italia invece non ha mostrato lo stesso spirito, presentandosi quasi per formalità a un evento gestito male. Non possiamo pensare di essere superiori a prescindere: perché gli altri non dovrebbero essere migliori? Sono anni che manchiamo dal Mondiale e, da italiano, questa situazione mi ha lasciato un grande vuoto”.
