La Gazzetta dello Sport, oggi in edicola, ha cercato di fare chiarezza sulla nuova conformazione della Champions League, che caratterizzerà la massima competizione europea a partire dalla stagione sportiva 2018/19.

Nuova formula. Delle 32 squadre che, come attualmente avviene, prenderanno parte alla fase finale della competizione, 26 non passeranno dai preliminari: infatti 16 di queste proverranno, in equa proporzione, dai quattro campionati che primeggeranno nel ranking UEFA (al momento Inghilterra, Spagna, Germania e Italia). Le rimanenti invece scaturiranno dagli altri campionati che, sempre nel ranking, occuperanno una posizione inferiore alla quarta. Saranno invece costrette ad affrontare la fase dei play off le ultime 6 partecipanti. I preliminari prevedranno ancora due gruppi: quello dei campioni e quello dei non campioni.

Maggiori ricavi. Secondo le stime dell’UEFA i ricavi, in virtù di questa nuova formula, dovrebbero essere maggiori: infatti, dei 3 miliardi di euro che dovrebbero essere guadagnati, 2.4 verranno distribuiti fra i club.

Doppio ranking. La riforma della Champions introduce infine un doppio ranking. Il primo fa riferimento all’aspetto sportivo e sarà legato al rendimento relativo agli ultimi 5 anni nelle coppe europee. Il secondo è invece di natura economica ed influirà sulla distribuzione dei ricavi che saranno così ripartiti: 30%: risultati storici (risultati degli ultimi 10 anni più tutti i risultati del passato frutto di un’accurata ponderazione); 30%: risultati nel torneo; 25%: fisso partecipazione; 15%: market pool.

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