Sette giornate, stessi fantasmi: da Pioli a Grosso e poi a Vanoli la musica non cambia

Dopo sette giornate il confronto con la passata stagione è grigio: più reti incassate, pochi punti e una classifica comunque allarmante nonostante gli investimenti

19 ottobre 2026 22:00
Sette giornate, stessi fantasmi: da Pioli a Grosso e poi a Vanoli la musica non cambia -
Condividi

Il confronto con la Fiorentina della passata stagione non lascia spazio a interpretazioni rassicuranti. Dopo sette giornate di campionato, i numeri della squadra viola raccontano una partenza se vogliamo persino più preoccupante rispetto a quella dell'annata precedente, quando sulla panchina sedeva Stefano Pioli. Un dato su tutti fotografa le difficoltà attuali: 17 gol subiti contro i 10 incassati nello stesso periodo un anno fa.

La differenza è significativa soprattutto se si considera il contesto da cui nasce questa nuova stagione. Dopo un'annata travagliata, il mercato estivo avrebbe dovuto consegnare alla Fiorentina una rosa più competitiva, attrezzata per ambire a ben altri obiettivi rispetto alla lotta per non retrocedere. Gli investimenti effettuati avevano alimentato aspettative importanti, ma le prime giornate stanno restituendo un quadro decisamente diverso.

I numeri che aggravano il confronto

Dopo sette turni, la Fiorentina di Pioli aveva raccolto appena 3 punti, segnando 5 gol e subendone 10. La squadra attuale, passata attraverso le gestioni di Grosso e Vanoli, si ritrova invece con 4 punti, 8 reti realizzate e ben 17 incassate.

Il dato offensivo evidenzia un lieve miglioramento: tre gol in più rispetto alla stagione precedente. È però il rendimento difensivo a destare le maggiori preoccupazioni. Sette reti subite in più rappresentano un passivo pesante, che ridimensiona il vantaggio conquistato sul fronte realizzativo e contribuisce a spiegare una classifica ancora estremamente delicata.

Il bilancio complessivo è chiaro: la Fiorentina attuale ha un punto in più, ma anche una differenza reti peggiore di quattro gol. Un progresso minimo sul piano dei risultati, accompagnato da un peggioramento evidente nella tenuta difensiva.

Un mercato oneroso, ma i numeri non cambiano

È proprio qui che il paragone diventa più pesante. La partenza della squadra di Pioli aveva già mostrato le difficoltà di un gruppo incapace di tradurre le aspettative in risultati. Oggi, però, il contesto è differente: dopo gli investimenti estivi, il rinnovamento della rosa, ed il buon numero di alternative a disposizione di Grosso prima e di Vanoli adesso, ci si attendeva una squadra capace di voltare pagina e di evitare le sofferenze della stagione precedente.

I numeri delle prime sette giornate raccontano invece una realtà che impone interrogativi. Segnare di più non basta se la difesa concede così tanto, mentre il punto guadagnato in classifica rispetto a un anno fa rappresenta una consolazione troppo fragile per giustificare le ambizioni della vigilia.

La stagione è ancora lunga e il campionato offre tutto il tempo per invertire la rotta. Ma il confronto statistico con la Fiorentina di Pioli rappresenta già un campanello d'allarme: dopo un mercato oneroso, ritrovarsi con 17 gol al passivo e una differenza reti di -9 significa essere chiamati a una reazione immediata. Perché ripetere gli errori del passato sarebbe grave; farlo dopo aver investito tanto per evitarli lo sarebbe ancora di più.