Scugnizzo Viola: "Tre schiaffi dal Frosinone nel giorno del centenario, ora basta alibi"
La sfortuna ha avuto il suo peso, ma non può spiegare tutto: Fiorentina troppo lunga, reparti lontani e una condizione fisica preoccupante. A Grosso concedo ancora due partite, poi dovranno arrivare le risposte
Nel giorno della festa, la Fiorentina ci regala una mazzata
Cent'anni di Fiorentina.
Cent'anni di storia, di campioni, di leggende, di gioie e di dolori.
E mentre la società celebrava il centenario con tanti grandi nomi del passato in tribuna, il presente ci ha regalato una delle peggiori serate possibili: Fiorentina-Frosinone 0-3.
Una mazzata.
E questa volta fa ancora più male perché arriva proprio nel giorno in cui avremmo voluto celebrare la nostra storia guardando con fiducia al futuro.
Invece siamo usciti dal Franchi con tre gol sul groppone e una quantità enorme di interrogativi.
Sì, siamo stati anche sfortunati
Lo dico subito, perché sarebbe scorretto non riconoscerlo.
Questa Fiorentina non ha perso soltanto per propri demeriti.
C'è stato anche parecchio accanimento della sorte.
Il palo di Valdepenas.
Il palo di Mastantuono.
Il tiro dello stesso Mastantuono finito di pochissimo a lato.
Il gol annullato a Gudmundsson per un fuorigioco che, a rivederlo, era giusto.
L'altra occasione clamorosa sprecata da Gudmundsson.
E poi quel maledetto mancato tacco di Atta.
Insomma, le occasioni per riaprire la partita ci sono state.
Ma proprio qui sta il problema.
La sfortuna può spiegare un risultato. Non può spiegare una prestazione.
Il problema è che il Frosinone sembrava una squadra di Premier League
La sensazione più brutta della serata è stata un'altra.
Ogni volta che il Frosinone superava il centrocampo sembrava potesse segnare.
Non è una mia impressione soltanto. È la stessa sensazione che ho sentito ripetere da diversi giornalisti e opinionisti viola nelle ore successive alla partita.
Troppi spazi.
Reparti troppo distanti.
Una squadra lunghissima.
Una difesa tutt'altro che solida.
E soprattutto una facilità impressionante concessa agli avversari nel trovare campo.
Il Frosinone andava a cento all'ora.
Noi al settantacinquesimo eravamo già con la lingua di fuori.
E questo, sinceramente, è il dato che mi preoccupa più di tutti.
Attenzione alla condizione fisica
Che una squadra come il Frosinone debba partire forte a inizio campionato ci può stare.
Una formazione costruita per ottenere una salvezza tranquilla deve probabilmente giocarsi le proprie cartucce soprattutto nella prima parte della stagione.
Ma un conto è andare forte.
Un altro è vedere una squadra che sembra correre il doppio della tua.
Ieri, a tratti, sembrava di avere davanti una squadra di Premier League.
E noi?
Noi sembravamo una squadra arrivata a settembre con ancora il motore da accendere.
Questa è una cosa sulla quale Grosso dovrà lavorare immediatamente.
E quell'esterno georgiano...
Una nota a margine, ma nemmeno troppo.
Il georgiano sulla fascia mi è piaciuto da morire.
Giorgi K'vérnadze.
Se davvero manca ancora un esterno, io un pensierino ce lo farei.
Velocità, gamba, personalità.
In una Fiorentina che ieri ha mostrato proprio di aver bisogno di qualcuno capace di spaccare le partite sugli esterni, uno come lui potrebbe avere caratteristiche interessanti.
Poi, per carità, sono figurine fino a quando non le vediamo giocare con questa maglia.
Grosso: altre due partite, poi voglio i fatti
E qui arrivo a Fabio Grosso.
Io non sono ancora pronto a sotterrarlo.
Gli concedo altre due partite.
Due.
Perché sarebbe ridicolo pretendere di giudicare definitivamente un allenatore dopo poche giornate, soprattutto con una rosa profondamente rinnovata e con un mercato ancora in fase di completamento.
Ma dopo queste due partite voglio cominciare a vedere qualcosa.
Un'identità.
Una squadra corta.
Una condizione fisica adeguata.
Una difesa più affidabile.
E soprattutto una Fiorentina che sappia cosa vuole fare in campo.
Perché un altro anno di mer*a, personalmente, non sono disposto a sopportarlo.
Il mercato: Beto, Njie e Gnonto
Da quanto si apprende, il mercato dovrebbe completarsi con Beto, Njie e Gnonto.
Non voglio esprimere giudizi adesso.
Sono giocatori che dovranno essere valutati sul campo e non sulle figurine.
Una cosa però voglio ricordarla.
La società aveva fatto sapere di avere tra le mani un attaccante superiore a Kean.
Ecco, io oggi faccio fatica a pensare che questo giocatore possa essere Beto.
Ma aspettiamo il campo.
Perché il calcio è pieno di giocatori che sulla carta sembrano fenomeni e poi non combinano niente, così come è pieno di giocatori che arrivano senza grandi aspettative e finiscono per sorprendere tutti.
Quindi aspettiamo.
Poi giudicheremo.
Cento anni meritavano un'altra serata
Ed è forse questo che fa più male.
Il centenario avrebbe dovuto essere una festa.
C'erano le nostre leggende.
C'erano i campioni che hanno scritto la storia della Fiorentina.
C'era un popolo pronto a celebrare cento anni di amore.
E invece il presente ci ha ricordato brutalmente quanto ancora dobbiamo lavorare per tornare ad essere all'altezza di quella storia.
Però attenzione.
Non è ancora il momento di buttare tutto.
Non è ancora il momento di chiedere teste.
È il momento di pretendere risposte.
A Grosso.
A Paratici.
Ai giocatori.
Alla società.
Perché una sconfitta per 3-0 contro il Frosinone può anche essere un incidente.
Due, cominciano a diventare un problema.
Tre, diventano una sentenza.
E io, dopo tutto quello che abbiamo passato, non ho nessuna intenzione di aspettare un altro campionato prima di capire dove vogliamo andare.
Il centenario è appena iniziato. Adesso bisogna dimostrare di meritarsi il prossimo secolo.
Lo Scugnizzo Viola