Scugnizzo Viola: "Non buttiamo tutto. Quattro schiaffi fanno male, ma il campionato è appena iniziato
La batosta dell’Olimpico evidenzia i problemi di una squadra ancora tutta da amalgamare, ma il mercato non è finito e sarebbe assurdo emettere sentenze dopo appena novanta minuti
Quattro schiaffi fanno male. Malissimo.
Prendere quattro gol dalla Roma alla prima giornata non può far piacere a nessun tifoso della Fiorentina.
E sarebbe ipocrita raccontare il contrario.
Il 4-0 dell’Olimpico è una batosta pesante, una di quelle che ti fanno tornare a casa con parecchi dubbi e pochissime certezze.
Però, cari tifosi viola, soprattutto quelli veri, quelli che amano questa maglia anche quando le cose vanno male: adesso non buttiamo tutto nella spazzatura.
Perché sarebbe un errore ancora più grande del risultato di ieri.
Una squadra completamente nuova
Questa Fiorentina è cambiata tantissimo.
Sono arrivati parecchi giocatori nuovi e il mercato, al momento, non è nemmeno terminato. Paratici deve ancora completare il lavoro e mettere gli ultimi tasselli a disposizione dell'allenatore.
Pensare che una squadra completamente rinnovata possa essere già perfettamente amalgamata alla prima giornata sarebbe semplicemente folle.
Ci vuole tempo.
Tempo per conoscersi, tempo per capire i movimenti dei compagni, tempo per assimilare le idee dell'allenatore e soprattutto tempo per diventare una squadra.
Ieri questo tempo, evidentemente, non c'era.
Ma alcune scelte di Grosso mi hanno lasciato perplesso
Detto questo, non possiamo nemmeno far finta che sia andato tutto bene.
Perché alcune scelte di formazione mi hanno lasciato parecchi dubbi.
Per esempio: se Dodô è un giocatore che potrebbe essere ceduto, ha davvero senso schierarlo titolare in una partita così importante?
E soprattutto, la scelta di lasciare Kean in panchina non mi è sembrata azzeccata.
Non perché Kean debba essere considerato intoccabile, ma perché la partita ha raccontato qualcosa di abbastanza evidente: quando è entrato lui, almeno abbiamo iniziato a tirare in porta.
Magari sarebbe cambiato poco.
Magari avremmo perso comunque.
Ma certe scelte, oggi, è giusto discuterle.
Il mercato deve ancora finire
Ed è proprio questo il punto.
Non abbiamo ancora la Fiorentina definitiva.
Paratici deve ancora ultimare la campagna acquisti e capire quali giocatori resteranno e quali invece partiranno.
Quindi prima di emettere sentenze definitive aspetterei.
Perché giudicare oggi una squadra che è ancora in costruzione sarebbe come giudicare una casa guardando soltanto le fondamenta.
E ieri, diciamolo chiaramente, le fondamenta hanno tremato.
Ma il campionato è appena iniziato.
Il problema del mercato aperto a campionato iniziato
Resto sempre più convinto di una cosa: il calciomercato dovrebbe finire prima dell'inizio del campionato.
Non è normale cominciare una stagione mentre metà delle squadre sta ancora comprando, vendendo, trattando e decidendo chi resterà.
Non è normale che un allenatore possa preparare una partita sapendo che alcuni dei suoi giocatori potrebbero non essere più lì qualche giorno dopo.
E non è normale pretendere che una squadra abbia già trovato la propria identità quando la rosa è ancora in evoluzione.
Prima chiudi il mercato.
Poi costruisci la squadra.
Poi inizi il campionato.
Sarebbe molto più logico.
Roma non deve diventare una sentenza
Quattro a zero fa male.
E contro la Roma ancora di più.
Ma una stagione non si giudica il 25 agosto.
Abbiamo aspettato per anni che questa Fiorentina cambiasse davvero volto. Adesso che il cambiamento è arrivato, non possiamo pretendere che tutto funzioni alla perfezione dopo novanta minuti.
A Grosso va dato il tempo di lavorare.
A Paratici va dato il tempo di completare il mercato.
Alla squadra va dato il tempo di diventare una squadra.
Poi, naturalmente, arriverà il momento dei giudizi.
E allora non ci saranno più scuse.
Ma oggi no.
Oggi prendiamo i quattro schiaffi, li mettiamo in tasca e ripartiamo.
Perché se dopo una sconfitta del genere la nostra reazione è quella di distruggere tutto ancora prima di aver cominciato, allora non abbiamo imparato niente.
Adesso tocca a loro dimostrarci che questo progetto merita la nostra fiducia.
Lo Scugnizzo Viola