Minuto 71: fuori Chiesa, dentro Dias. Minuto 72: lungo abbraccio fra Pioli e il giocatore sostituito, una stretta a rischio per il gilet violino dell’allenatore, al diavolo però la stiratura di fronte al rispetto reciproco che sta nascendo e alla stima, ancora superiore. Perché Pioli aveva chiesto a Chiesa una partita di grande sacrificio, fra cambi di posizione su tutto il fronte d’attacco e attenzione alla fase di copertura, soprattutto dalla parte di Caceres. In entrambi i compiti Federico ha dimostrato di essere affidabile, gestendo ognuno dei 71 minuti con la massima concentrazione. E quanto pressing alto.

Decisivo Chiesa nell’azione del rigore poi segnato da Thereau, con quel taglio alto davanti alla difesa sul lancio di Benassi e poi il blitz lungo, profondo che ha lasciato senza fiato prima Herteaux e poi, più scomposto, il portiere Nicolas. E quel sofisticato numero sulla destra, al limite dell’area, contro tre difensori? Stop, dribbling stretto con la palla sul destro, finta, carambola veloce sul sinistro e assist basso per Simeone solo davanti a Nicolas, sebbene un poco defilato (tiro fuori). E il contropiede in apnea con il tiro deviato non si sa come da Nicolas? Oltre a questo, un pomeriggio molto maturo e calibrato sulle esigenze dei compagni”.

 

La Nazione

 

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