FIGC verso il commissariamento: cadrà la presidenza di Malagò. Il commissario sarà..Malagò

Il calcio Italiano è sempre più una barzelletta

06 ottobre 2026 11:27
FIGC verso il commissariamento: cadrà la presidenza di Malagò. Il commissario sarà..Malagò -
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Come in una partita di poker, l’ultima mossa può essere quella giusta per uscire dal caos. Luciano Buonfiglio ha riunito la Giunta alle 13 e il Consiglio Nazionale un’ora dopo con l’obiettivo di commissariare la federazione più importante dello sport italiano. Ma l’incontro più delicato e decisivo andrà in scena un’oretta prima. Un faccia a faccia lontano da occhi indiscreti tra il presidente del Coni e il suo ex amico Giovanni Malagò per cercare di evitare il braccio di ferro che rischia di paralizzare il calcio. L’occasione per il più classico dei compromessi un passo prima dello scontro finale.

Sarà un vertice delicato. Buonfiglio non ha rinunciato all’idea di procedere con il commissariamento della Figc, ma è intenzionato a proporre lo stesso Malagò come commissario. Un colpo di scena. Un cambio di strategia repentino. Rinunciare a prendere ad interim la Figc e offrirla all’uomo a cui il calcio si era consegnato con quasi il 70 per cento dei consensi e che il governo vuole fuori dai giochi. Il presidente del Coni, nel momento della verità, ha capito che la battaglia del voto può trasformarsi in un boomerang e riservare brutte sorprese. Fino a qualche giorno fa era sicuro di vincere, adesso teme di perdere.

Siamo nel campo delle ipotesi in questa vicenda tortuosa ed è bene essere prudenti perché ogni minuto parte un treno, ma forse siamo arrivati al traguardo. Buonfiglio offrirebbe il ruolo di commissario a Malagò e Malagò in cambio non boicotterebbe la votazione.

Buonfiglio ha molto da guadagnare perché il Coni rischia di uscire spaccato e, in caso di sconfitta, anche di essere commissariato. Malagò, invece, avrebbe la possibilità di continuare il suo lavoro e una volta sistemata la pratica del tesseramento, da cui nasce questa assurda querelle, dovrebbe indire nuove elezioni, che saranno rapide. La sua rielezione però non sarebbe scontata. Nei mesi che precederanno il voto dovrà spremersi per riunire la coalizione che si è sfilacciata. Calciatori e allenatori si sono parecchio allontanati, ma quanto accaduto in questi giorni potrebbe spingere le componenti a un riavvicinamento. Il calcio, tutto, è contrario all’invasione della politica e al commissariamento vero e proprio.

La Lega di serie A, riunita informalmente ieri mattina, ha manifestato la sua totale contrarietà e ha affidato a Marotta (Inter), Percassi (Atalanta), Campoccia (Udinese), Sticchi Damiani (Lecce) e Baldissoni (Monza) il compito di scrivere una nota uscita all’ora dell’aperitivo in cui «si dissocia e prende le distanze dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Malagò, candidato in primis dalla serie A, è stato eletto con largo margine e la serie continua a manifestargli supporto. Pur nel rispetto dei principi e delle regole del Coni, la Lega di A ritiene il commissariamento del tutto inopportuno perché potrebbe condurre nel caos il calcio in una fase delicatissima. Anche alla luce della chiara posizione espressa dalla Uefa si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano».

Un messaggio chiaro alla politica, quella vera, che non deve invadere il campo. Abodi, il ministro dello sport, ieri a Pescara per la Under 21, ha fatto sapere che «bisogna recuperare serenità. Sono mesi che perdiamo tempo per dirimere controversie e tensioni. Non è un bello spettacolo». Chissà come reagirà a questa ipotesi di accordo che è vicino. Vediamo se non salta tutto per aria. Sarebbe il caos. La Giunta, se si voterà senza accordo, è più che spaccata. Il Coni fa sapere che Bianchedi e Spina non potrebbero partecipare, la Figc replica che il conflitto di interessi dovrebbe valere anche per Montini.

Il compromesso, molto politico, potrebbe accontentare i duellanti e risparmiare al sistema un’altra giornata da guerra dei Roses. Lo scrive il Corriere della Sera