“Si tratta di un estremo difensore dotato di un fisico imponente, i suoi pregi tecnici sono senza dubbio le uscite alte ed il rinvio”. Veniva descritto così Luca Lezzerini, quando ancora il giovane portiere romano militava, non impressionava, senza infamia e senza lode nelle formazioni giovanili della Fiorentina.

È passato ormai qualche anno da quando l’estremo difensore, classe ‘95, sognava di affacciarsi nel grande calcio e, nonostante alcune comprensibili incertezze mostrate già nel corso della sua permanenza in Primavera, le occasioni iniziano ad arrivare: le prime convocazioni, poi le panchine, l’attenzione di Montella che però non gli concede mai un minuto di campo – ci andò vicino in un tiratissimo Fiorentina-Roma di Europa League con il direttore di gara che decise però di graziare Neto dopo un’uscita sconsiderata – ed infine la promessa di Sousa, che lo premia prima nella rotonda vittoria casalinga contro il Frosinone e poi con la maglia da titolare nell’ultima di campionato contro la Lazio. In estate le offerte arrivano ma Lezze non vacilla, nel frattempo arriva Dragowski mentre Tatarusanu sembra intoccabile. È proprio a causa di un infortunio del portiere rumeno che il numero 1 riesce a conquistarsi uno spezzone di gara contro il Chievo, senza demeritare. Tutto ciò fino alla partita di ieri sera che ha mostrato incertezze su tutti i fronti, dalle respinte improbabili alle uscite sconsiderate fino ad una tenuta mentale discutibile, e che quindi mette il giovane portiere di fronte ad un bivio importante nella sua ancora breve carriera.

Continuare a svernare in panchina, perché se in precedenza il suo impiego era piuttosto improbabile dopo la prestazione estremamente negativa contro il Paok diventa vera e propria utopia, scelta alquanto inusuale per un portiere così giovane, oppure scendere di categoria e giocarsi tutte le sue carte in una squadra che gli dia finalmente l’opportunità di mettersi in mostra con continuità, riempiendo così di valore la cornice di belle parole che in passato sono state spese sul suo conto. Per tanto, a soli 21 anni, il giovane Lezze sembra già di fronte ad una svolta decisiva, e forse inaspettata, della sua carriera, per porre definitivamente fine a dolori come quelli che abbiamo vissuto ieri sera.

Gianmarco Biagioni

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