Corriere dello Sport incorona Ranieri: "Capitano senza fascia, in 9 mesi Luca è tornato un pilastro della difesa"

Ranieri rimane in panchina, la fascia va una tantum sul braccio di Dzeko e in campionato su quello di De Gea per leadership, esperienza e carisma

06 ottobre 2026 09:40
Corriere dello Sport incorona Ranieri: "Capitano senza fascia, in 9 mesi Luca è tornato un pilastro della difesa" -
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C ’è qualcosa di più penalizzante professionalmente e moralmente che perdere la fascia da capitano di una squadra, perché te la sfilano dal braccio (l’allenatore nel fatto in questione) a causa di una serie di motivi, non ultimo quello legato al comportamento da mantenere alla guida di quella stessa squadra che una burrasca senza fine sta facendo affondare? No. E non importa andare sul vocabolario alla voce degradare per averne la certezza. Eppure, si può subirla, andare giù come naturale conseguenza e risalire ancora più in alto: chiedere a Luca Ranieri come si fa.

ORGOGLIO. Storia nota, che però vale la pena riassumere. Stagione 2025-26: la Fiorentina perde in casa contro il Verona (14 dicembre) e tocca con mano la Serie B, laggiù all’ultimo, staccatissimo posto in classifica. Ranieri è il capitano ormai da quasi un anno, da quando Biraghi è passato al Torino e la scelta di Palladino prima è stata reiterata da Pioli poi e Vanoli infine. Il giovedì a seguire lo stop con l’Hellas, la Fiorentina è a Losanna per la Conference League: Ranieri rimane in panchina, la fascia va una tantum sul braccio di Dzeko e in campionato su quello di De Gea (decisione di Vanoli) per leadership, esperienza e carisma: dall’Udinese che arriva a Firenze dopo il Verona e fino al Napoli e a questa sosta è sempre lì. Un salto temporale di nove mesi che ha inciso profondamente sulla personalità e sul rendimento di Luca Ranieri: in meglio. 
 
E GIUDIZIO. Qui il merito è tutto del difensore spezzino e ormai fiorentino d’adozione per i tanti anni in maglia viola tra settore giovanile e formazione dei “grandi”, con cui ormai conta 164 presenze dal 2019 ad oggi, con intervallo nelle tre stagioni successive al debutto l’1 settembre di quell’anno per i prestiti ad Ascoli, Spal e Salernitana: nessuno come lui dentro al gruppo di adesso per partite giocate con il giglio sul petto (una in più di Dodo che è a 163) e pazienza se quella che è la ragione fondante della nomina a capitano per lui non vale. Non vale più da quel 21 dicembre di Fiorentina-Udinese che Ranieri ha trasformato da possibile bivio d’uscita dal Viola Park, con riflessi non secondari sulla carriera, in nuova occasione. Sfruttata bene. Anzi, nel modo migliore, adeguato, addirittura giusto: trovando slancio e forza dal suo modo di essere che non di rado gli si era rivoltato contro, facendo luccicare di luce propria le facce di un prisma caratteriale non più nemico da combattere. Ma non una volta l’ha fatto. Dieci, venti, trenta. Soprattutto, seguendo il consiglio di farsi trovare pronto da parte del tecnico varesino appena persa la fascia e il calendario della Fiorentina nella rincorsa alla salvezza sta lì a dimostrarlo: Ranieri c’è stato in tutte le partite, sempre da quella fatidica contro i friulani tranne che in due, e una sola di queste due per scelta tecnica. Oltre che in Fiorentina-Atalanta all’ultima giornata, saltata per l’espulsione rimediata la gara precedente a Torino contro la Juventus, però a quel punto la Serie A era già in cassaforte. Non solo: risucchiato suo malgrado dal vortice dei tre partner differenti di Dragusin nelle prime tre giornate targate Grosso, contro Venezia e Napoli accanto al rumeno c’era invece sempre l'ex capitano Luca. Con Vanoli in panchina: che la fascia è come se gliela avesse ridata.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport