Corriere dello Sport: "Fiorentina al debutto con il 4-3-2-1. Il 4-3-3 dovrà aspettare, mancano le ali"
Mastantuono predilige la trequarti più che la fascia
Chissà come se lo immaginava, Fabio Grosso, il debutto della sua nuova Fiorentina. Probabilmente nel segno del 4-3-3, quello annunciato, spiegato, quasi sbandierato il giorno della presentazione. Sì perché, ricordiamolo, il tecnico viola a precisa domanda sul modulo aveva risposto: «L'idea è quella di giocare 4-3-3. L'ho sempre fatto e voglio continuare a farlo». E invece no: in partenza sarà 4-3-2-1. Perché dopo due mesi di mercato, alla vigilia dell’inizio del campionato, di esterni offensivi nel vero senso della parola non ce n’è nemmeno uno.
Una scelta quasi obbligata, più che una rivoluzione, in quanto i giocatori che servirebbero per interpretare il 4-3-3 semplicemente non ci sono. E allora Grosso cambia strada, almeno per cominciare. Due calciatori alle spalle della punta, più densità tra le linee, una Fiorentina che dovrà trovare un altro modo per occupare il campo e attaccare. Lo aveva messo in conto, d'altra parte: «Bisogna sempre avere le idee chiare quando si va in un posto. Poi certo, alcune volte ti devi adeguare alla realtà che trovi». Sembra proprio questo il caso.
L'arrivo di Franco Mastantuono, di certo non un dispetto, ha cambiato le carte in tavola. L'argentino predilige la trequarti più che la fascia, motivo per cui la squadra viola non ha potuto che seguire il flusso e sviluppare una fisionomia vicina alle caratteristiche di un assoluto talento, che si propone di essere la punta di diamante della Fiorentina di quest'anno. Il che non è banale considerando il tasso tecnico elevato della rosa. Sta di fatto che l'allenatore non può prescindere da un assetto tattico che prediliga l'impiego dei trequartisti.
Questo potrebbe rivelarsi un fattore positivo, visto che anche Albert Gudmundsson preferisce giocare più vicino al compagno che alla corsia esterna. Chissà che non ne benefici l'islandese. Ciò non toglie che il tecnico viola possa cambiare in corso d'opera, ma lo farebbe solo se arrivasse un esterno puro. E allora occhio a Ernest Poku, che privilegiando la ricerca della profondità oltre allo scatto sarebbe la pedina ideale per attuare il mutamento tattico. Ma per ora avanti con il 4-3-2-1, che tutto sommato non guasta. Vedi le buone risposte arrivate col Benevento. Lo scrive il Corriere dello Sport.