Bressan su Ndour: "Deve alzare la velocità di pensiero. Se si dimostrerà più rapido nelle decisioni diventerà un top"
La prodezza di Ndour ha riportato alla mente anche quella storica di Mauro Bressan, il 2 novembre 1999 contro il Barcellona in Champions
Spalle alla porta, occhi al cielo e un posto nella storia. Il gol di Ndour ha riacceso il ricordo di un’altra prodezza viola, diversa ma altrettanto audace: la rovesciata con cui Mauro Bressan sorprese Arnau da 30 metri, contro il Barcellona di Figo e Rivaldo. Era il 2 novembre 1999, ultima giornata della fase a gironi della Champions. Il pallone scendeva dall’alto, lui scelse l’impossibile: ne uscì l’1-0 che aprì uno scoppiettante 3-3. Una notte che ancora oggi porta la sua firma, con uno dei gol più spettacolari della storia: «Per fare certe cose ci deve sempre essere un pizzico di sana pazzia. E quella sera fu una splendida pazzia» racconta ancora divertito Bressan.
Certo, lei spesso provava gesti tecnici del genere… «Lo facevo fin da bambino. Mi venne dunque naturale anche in una serata come quella. Non pensai a dove mi trovavo, in quale competizione giocassi e contro chi: lo feci e basta».
Quanto porta ancora nel cuore quella prodezza? «Be’ in carriera non è che abbia fatto così tanti gol… (ride, ndr). Per cui dico senz’altro tanto. E mi fa piacere che ne parli ancora e che la Uefa ogni tanto lo riproponga sui social».
E della rete da 70 metri di Ndour che pensa? «Un gesto tecnico eccezionale: non ho mai visto una rete dalla distanza così clamorosa. E Cher è stato bravo due volte: perché, ricevuto il pallone, ha alzato subito la testa e poi per la conclusione. È stato istintivo, come fui io».
In cosa può crescere ancora? «Deve alzare la velocità di pensiero. Se si dimostrerà più rapido nelle decisioni diventerà un top».