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Aveva ragione Allegri “nel calcio ci sono le categorie”, Crystal Palace-Fiorentina l’emblema di ciò

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Aveva ragione Allegri “nel calcio ci sono le categorie”, Crystal Palace-Fiorentina l’emblema di ciò

Lisa Grelloni

10 Aprile · 10:41

Aggiornamento: 10 Aprile 2026 · 10:41

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Fiorentina e Crystal Palace le due favorite alla vittoria della Conference: ma quanto divario c’è tra i due club?

Aveva ragione Max Allegri quando diceva “nel calcio ci sono le categorie”, un’espressione utilizzata per sottolineare la differenza di livello, qualità ed esperienza tra calciatori, squadre ed allenatori, distinguendo in particolare tra chi è abituato a vincere trofei e chi no. 

Crystal Palace-Fiorentina giocata ieri a Selhurst Park, nel sud di Londra, ha messo in luce il divario fisico e tecnico tra le eagles ed i viola, ma non solo, ampliando il discorso, tra la Premier League e la Serie A.

Negli anni il prestigio del campionato inglese è cresciuto, percorso diametralmente opposto quello intrapreso dalla nostra Serie A. I risultati confermano questa tesi: i club italiani in Europa appena sale il livello dell’avversario faticano, tranne qualche rara eccezione (vedi la finale di Champions giocata dall’Inter o l’Europa League vinta dall’Atalanta o le finali perse proprio dalla Fiorentina in Conference). Troppo spesso come accaduto quest’anno nelle coppe europee sono soggetti, sportivamente parlando, a “figuracce”. Che c’è un sistema calcio da rifondare alla base è ormai più che chiaro, ma ciò deve anche tenere conto di una Serie A sempre meno appetibile che si lascia scappare dei talenti “Made in Italy” come Riccardo Calafiori o Michael Kayode, e di quest’ultimo la Fiorentina ne sa più di qualcosa.

Fiorentina e Crystal Palace in questa edizione della Conference League erano senza ombra di dubbio le due squadre favorite alla vittoria finale. Sebbene sia arrivata ai quarti, questa sfida infatti aveva il sapore di una “finale anticipata”. Qualche rimpianto c’è dopo il pesante 3-0, forse i ragazzi di Vanoli potevano quantomeno lasciare aperta la pratica (sebbene difficile) in vista del ritorno al Franchi se non avessero incassato il tris al 90’ su una disattenzione da matita rossa.

Al netto degli errori individuali che hanno gravato sul risultato commessi dai calciatori della Fiorentina (la sciagurata entrata di Dodò in area di rigore, la scalata sbagliata del brasiliano che ha tenuto in gioco Munoz sul 2-0 e la distrazione fatale di Comuzzo sul 3-0), la differenza di livello anche nel gioco è stata lampante, non avrebbe senso sottolineare “l’alibi” delle assenze di titolari, Kean su tutti. I numeri confermano il dominio inglese: 3.05 gli expected goals (xG) contro lo 0.45 dei viola, 7 le big chance create e 17 i tiri (6 in porta) delle eagles, solo 1 da gigliati e 8 (2 in porta) le conclusioni.

La Fiorentina sta vivendo un’annata horror che spera di poter archiviare il prima possibile con una salvezza aritmetica, d’altra parte anche il Crystal Palace, in Premier, non ha vissuto una stagione da “record” come quella dello scorso anno, si trova al 14° posto in classifica. Nonostante ciò la partita di ieri ha evidenziato la differenza nelle prestazioni e le lacune di un club, o meglio di una nazione, che sul piano calcistico fa un altro sport.

In conclusione, ricollegandoci a quanto afferma il buon Allegri, tra Palace e Fiorentina ci sono delle categorie di differenza, basti pensare che il Crystal un anno fa ha vinto una FA Cup ed un Community Shield, mentre la Fiorentina non conquista un trofeo da 25 anni.

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