6 Marzo 2026 · Ultimo aggiornamento: 14:57

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Scugnizzo Viola: “Fiorentina, siete tornati quelli di prima. Buffoni e spavaldi”

Lo Scugnizzo Viola

Scugnizzo Viola: “Fiorentina, siete tornati quelli di prima. Buffoni e spavaldi”

Francesco Pistola

3 Marzo · 11:44

Aggiornamento: 3 Marzo 2026 · 11:44

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La maschera è caduta: addio sogni Champions, qui si deve lottare per non retrocedere. Ma non è la sconfitta il problema. È il modo

Ci risiamo.
La Fiorentina ha perso.
Ma non è la sconfitta il problema. È il modo.

È tornata la Fiorentina buffona e spavalda.
Quella che infila due vittorie e si convince di poter parlare di Champions League, quando la realtà dice che deve guardarsi alle spalle e iniziare a sporcare le partite con il sangue.

La maschera è caduta. Di nuovo.

La malattia della spocchia

Il problema non è tecnico.
Il problema è mentale.

È la presunzione.
>È quella camminata molle di chi crede di essere superiore.
>È quel giro palla sterile, fatto di passaggetti e tacchetti inutili, mentre la classifica brucia.

La squadra vista ieri non era quella affamata di Como.
Era la squadra che si specchia.
Peccato che lo specchio abbia restituito un’immagine impietosa.

L’atteggiamento di Como: l’unica strada

A Como abbiamo visto altro.
Abbiamo visto una squadra con il coltello tra i denti.
Aggressiva, concentrata, sempre sul pezzo.

Quello è l’unico atteggiamento possibile da qui alla fine.

Non siamo una squadra che deve “gestire”.
Siamo una squadra che deve combattere.

Se non lo avete capito, guardate la classifica.
E soprattutto guardatevi allo specchio.

Scelte tecniche incomprensibili

E poi le decisioni.

Vanoli aveva trovato equilibrio con la difesa a quattro.
Risultati, solidità, identità.

Ieri si torna a tre per “giocare a specchio”.
E il riflesso è stato talmente brutto da far perdere una partita che, in una giornata dove tutte le concorrenti avevano rallentato, dovevi almeno pareggiare.

Rugani, reduce da lungo stop, buttato nella mischia così, senza ritmo.
Tre gol subiti, tre situazioni dove la sua condizione è sembrata evidente.

Era proprio necessario questo esordio così?

L’immagine simbolo

L’immagine che mi resta è una.

Punizione di Mandragora.
Gudmundsson in area.
Mani sui fianchi.
Fermo.

Non rabbia.
>Non tensione.
>Non fame.

Sembrava capitato lì per caso.

Ecco la fotografia di questa Fiorentina:
talento sì, ma anima intermittente.

La proprietà silenziosa

E poi la dirigenza.

Complimenti quando si vince.
Telefonate, post, entusiasmo.

Quando si perde?
Silenzio.

È una linea già vista.
E la gente non è stupida.

La credibilità si costruisce nei momenti difficili, non nei reel celebrativi.

Lo stomaco chiuso

Sul 0-2 ho spento.
Lo stomaco si era già chiuso prima.

Non è solo delusione.
È stanchezza emotiva.

Questa squadra riesce a trasformare la passione in malessere.
E no, non è sano.

Ho deciso: da qui alla fine non la guarderò più.
La salute viene prima.

Se devo farmi venire la gastrite per vedere gente che cammina, preferisco una passeggiata vera.

Basta illusioni

Basta parlare di Europa.
>Basta voli pindarici.
>Basta narrazioni gonfiate.

Qui si deve lottare per salvarsi.
Con umiltà.
Con cattiveria.

Se non siete pronti a questo, fate un passo indietro.

Andate via tutti

Giocatori svuotati.
Allenatore confuso.
Dirigenza intermittente.

La pazienza è finita.

La Fiorentina non è un palcoscenico per ego fragili.
È una maglia che pesa.

E se non siete in grado di portarla, fate spazio.

Lo Scugnizzo Viola dice basta.

O si torna ad avere fame,
oppure questa stagione finirà con un conto emotivo salatissimo.

E noi siamo stanchi di pagarlo.

Scugnizzo Viola

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