Il primo rinforzo della Fiorentina targata Fabio Paratici è Manor Solomon. L’esterno offensivo classe 1999 sbarca a Firenze per offrire nuove soluzioni in attacco alla squadra di Paolo Vanoli che dopo il mercato estivo si è trovata di fatto senza ali di ruolo. L’israeliano è un esterno duttile, può giocare sia a destra che a sinistra (fascia in cui viene maggiormente impiegato), tra le sue doti principali spicca la rapidità. Generalmente si esalta quando partendo largo può rientrare sul destro per calciare in porta. La Fiorentina potrebbe inoltre giovare della sua imprevedibilità. Una grande incognita è quella che riguarda gli infortuni poiché durante la sua carriera ha dovuto fare i conti con repentini problemi muscolari e fastidiose ricadute, ma non solo, anche con l’intervento chirurgico al menisco poco dopo essere stato acquistato dagli Spurs.
Solomon è cresciuto calcisticamente nel Maccabi Petha Tikva, poi il passaggio allo Shakhtar Donetsk, club dove militava Dodò, che in questi giorni riabbraccerà al Viola Park. Con la squadra ucraina si è affermato a livello europeo prima del breve approdo al Fulham (in 24 presenze 5 gol). Poi il salto ai vertici della Premier con la maglia degli Spurs. Proprio nel corso della stagione con il prestigioso club inglese ha dovuto fare i conti con il grave infortunio che lo ha condotto come anticipato poc’anzi all’operazione al menisco. In seguito il trasferimento in prestito al Leeds Utd (in 40 partite 10 gol e 12 assist) poi al Villarreal dove ha giocato la prima parte della stagione (in 11 partite 1 gol e 4 assist).
Non è difficile trarre la seguente conclusione. L’israeliano è un pallino di Paratici, fu lui a portarlo al Tottenham. Il calciatore arriverà a Firenze in prestito con diritto di riscatto, una formula che permetterà dunque ai gigliati di valutarlo prima di prendere una decisione sul suo futuro. La Fiorentina deve voltare pagina e Manor Solomon potrebbe essere solo una delle tante pedine “chiave” per farlo.
