Intervenuto ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno Toscana, Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha condiviso una riflessione approfondita sulla figura di Fabio Paratici, dirigente che ha lasciato un segno profondo nella Torino calcistica, sponda Juventus.
Nel suo intervento, Vaciago ha ripercorso i successi ottenuti da Paratici durante gli anni in bianconero, sottolineandone il peso specifico all’interno di una delle epoche più vincenti della storia juventina. Il dirigente viene descritto come uno dei principali artefici di quel ciclo straordinario, capace di imporsi sia in Italia sia in Europa, grazie a competenza, dedizione e una conoscenza totale del gioco.
“Nove scudetti, due finali di Champions, perso il conto delle Coppe Italia vinte… Paratici è un vincente, è stato sicuramente uno degli architetti di quella Juventus e lo ritengo uno dei DS migliori del mondo. Il fatto che stia lavorando al Tottenham che se l’è tenuto anche durante la squalifica, è indicativo delle sue qualità. Il mio giudizio su di lui è che la sua carriera parla per lui: è maniacale nel calcio, vive di quello 24 ore su 24, dedito al lavoro in maniera stakanovista. Inoltre segue gli allenamenti, se ne intende sia di mercato che di campo, capisce bene i momenti della squadra e dell’allenatore: l’unico che gli ha dato qualche problema è stato Sarri, perché non è scattata l’alchimia tra tecnico e squadra pur vincendo lo scudetto”.
Parole che delineano il ritratto di un dirigente totale, capace di incidere non solo sul mercato ma anche sulle dinamiche quotidiane della squadra, con una presenza costante e una visione a 360 gradi del progetto tecnico.
