Quella bomba buttata in campo da un tifoso della Salernitana alla fine del primo tempo della partita di Coppa Uefa tra Fiorentina e Grasshopper ha sconvolto tutto il calcio. Sia per il gesto violento, sia per il pericolo procurato. Il quarto uomo si feri gravemente, ma anche il giocatore viola Oliveira fu ferito, anche se in maniera più lieve. Quella bomba carta non solo fece eliminare la Fiorentina dalla competizione perché essendo su un campo italiano, il club viola venne dichiarato responsabile dell’accaduto, anche se fatto dai tifosi granata sul proprio stadio, ma fece scoppiare una guerriglia a fine partita con i tifosi della Salernitana che fecero una vera e propria caccia all’uomo contro i viola (LEGGI QUI LA TESTIMONIANZA).
Il giorno dopo sarà individuato il giovane tifoso granata autore del lancio criminale. Si tratta di Antonio Avossa, giovane studente salernitano, indicato colpevole dalla squadra mobile e della Digos presente sul posto, lui, che passerà alla storia come il bombarolo dell’Arechi (altri quattro tifosi furono denunciati per detenzione di materiale esplosivo). In sua difesa scesero in campo i suoi compagni di scuola «Antonio non conosceva nemmeno gli altri giovani denunciati a piede libero ed era tra i migliori del liceo» «ha perfino paura dei petardi di Natale, e quindi non avrebbe mai lanciato una bomba carta di quelle dimensioni». Anche il preside, professore Vittorio Bottiglieri, ha accreditato l’immagine di uno studente modello, tra i migliori del suo istituto. «Io sono preside del Severi solo da pochi mesi e non conosco bene Avossa, ma mi sono informato presso i suoi professori e mi hanno assicurato che studia con profitto ed osserva un buon comportamento in classe».
La sua lunga vicenda giudiziaria si concluderà positivamente grazie all’esposizione difensiva dell’avvocato Michele Tedesco che riusci a dimostrare che non c’erano prove reali che certificassero che la bomba fu lanciata proprio da Antonio Avossa e da quella zona di spalti. Il criminale dunque, rimase impunito con la gioia del popolo granata.
Il racconto: “Agguato a Salerno anche fuori, a Oliveira fumavano le orecchie per la bomba”