Riccardo Galli, firma de La Nazione, è intervenuto ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno Toscana per analizzare due nodi centrali dell’attualità viola: la recente prova in Conference League e il peso sempre più determinante di Fagioli negli equilibri della squadra.
Sulla Conference:
“Doveva essere la settimana della rabbia e invece è quella della rabbia, della paura, dopo quanto visto in Conference. La Fiorentina non solo non deve durare quella fatica, né mettere a rischio certi giocatori come Solomon, bensì doveva anche darsi la carica vincendo e sfruttando il morale di una scia positiva di vittorie arrivando a Udine. Se però continui con queste sciocchezze, è inutile stare a guardare alle altre: ti sei rimesso nella carreggiata sbagliata e ore ne devi uscire di nuovo. Il valore più importante è aver passato il turno, ma vedo 100 minuti di fase difensiva che ha fatto acqua e di fase offensiva inesistente, e questo sminuisce il valore di una qualificazione conquistata all’andata e che aveva un sapore molto positivo. La Fiorentina non ha ancora trovato l’antidoto per la sua fragilità, pur comprensibile, ma da guarire al più presto“.
Su Fagioli:
“Una carta preziosa come Fagioli, la Fiorentina, la sta giocando malissimo: ne è dipendente, ma nel male. Essere dipendenti da un giocatore è comprensibile e normale, ma non hai un’alternativa a Fagioli e comunque, quando lui sbaglia la partita, non la aggiusti mai. Ad esempio, se un tempo eri dipendente da Batistuta ma questo aveva una domenica di scarso rendimento, c’era comunque qualcuno che sopperiva alla sua assenza: in questa Fiorentina invece non c’è nessuno, ed è un’anomalia che stai pagando a caro prezzo”.
Il paragone con Batistuta, apparentemente blasfemo, mette in evidenza la differenza rispetto al passato: allora la squadra riusciva a compensare eventuali cali del suo leader, oggi invece l’assenza di alternative, soprattutto in cabina di regia, rende la Fiorentina più vulnerabile e prevedibile.
