5 Marzo 2021 · 18:19
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Problema portiere, regista atipico e contestazione del tifo. Tutte le similitudine tra Napoli e Fiorentina

Questa è la settimana che porta a Napoli, cioè alla verifica vera, a quell’esame che molti aspettano per iniziare a valutare la Fiorentina, la sua personalità, le sue prospettive reali. L’entusiasmo c’è, la sosta ha diluito i sentimenti nell’attesa, con un occhio all’argentina di Simeone e un altro al trio che gioca in azzurro. Pioli riavrà il gruppo al completo giovedì, quando rientrerà anche il cholito.

Il tempo per rimettere ogni pezzo al suo posto non sarà tanto, ma il Napoli ha più o meno gli stessi problemi. Anzi, forse ne ha qualcuno in più, visto che la squadra di Ancelotti arriva alla sfida con la Fiorentina dopo un tre a zero secco subito a Genova contro la Samp, il che significa che i tre punti contro i viola sono fondamentali per non deprimersi. Il Napoli, oltre al grave infortunio di Chiriches, ha anche un problema tra i pali, dato lo stop di Meret, la scarsa affidabilità di Karnezis, bocciato dopo la prima, e i numeri di Ospina, terzo all’Arsenal e subito buttato in campo a Napoli per disperazione.

Il colombiano ha subito cinque reti su cinque tiri. Una statistica davvero curiosa, anche se solo due gol possono essere attribuiti a suoi errori. Insomma, dietro il Napoli qualche problema ce l’ha e la sconfitta di Genova spiega la cosa alla perfezione. Non che Pioli sia tranquillissimo da questo punto di vista. Il pezzo forte con il numero uno è fuori uso, e al San Paolo giocherà il mitico Dragowski, che la scorsa stagione ha mostrato qualche limite di testa nella gestione delle occasioni che ha avuto. La società si è battuta per farlo restare a Firenze a fare panchina, ora il ragazzo polacco avrà l’occasione per rifarsi. E comunque sarà una sfida tra due portieri in cerca di riscatto.

Così come sarà molto probabilmente una sfida tra due registi alle prime armi. Sì, Pioli a Napoli lancerà Jordan Veretout davanti alla difesa, cioè in quel ruolo che un anno fa era di Badelj, e nelle prime due partite di questa stagione è stato di Fernandes. Per il francese sarà un bel banco di prova, e dal suo rendimento capiremo se questa soluzione potrà sarà da considerarsi definitiva. Dall’altra parte c’è la decisione di Ancelotti di spostare nello stesso ruolo un altro interno per definizione: Marek Hamsik, reinventato regista e in attesa di consacrazione. Fino ad ora è andato così e così, ma senza di lui il Napoli è comunque andato peggio. Ci sta che sabato prossimo lui e Veretout si sfidino a distanza, due registi che registi non sono ma hanno la testa e le gambe per dare un senso alle geometrie offensive e anche a quelle difensive, occupando gli spazi usando l’intuizione e la saggezza.

E l’attacco? Beh, intanto si ritroveranno su fronti opposti Chiesa e Insigne, attaccanti esterni reduci dall’esperienza in Nazionale. Il primo è quello degli strappi che tanto piacciono a Mancini, il nuovo che avanza, la faccia più giovane ed entusiasta del calcio italiano. L’altro un talento indiscutibile che però fino ad oggi ha convinto Ancelotti fino a un certo punto, tanto da essere sostituito a metà partita, cosa per lui decisamente inusuale. Ma là davanti forse ciò che più intriga i tifosi sono i possibili rientri dei reduci dal mondiale. Pjaca è stato gestito con saggezza da Pioli e a Napoli potrebbe partire per la prima volta da titolare. Così come Mertens, che però ha sempre due ruoli a disposizione: falso nueve o esterno offensivo.

Infine ci sono gli ultras
che contestano la società. A Firenze ha prevalso la scelta diplomatica (solo a risultato acquisito), a Napoli è scontro sul caro biglietti e su altre storie.

Benedetto Ferrara, La Repubblica

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