Cristiano Piccini, fiorentino di nascita, cresciuto nella squadra viola e adesso giocatore del Valencia, ha parlato a Sportweek, queste le sue parole:

A Lisbona ha vissuto la terribile aggressione degli ultrà.

«Tremendo. Eravamo negli spogliatoi pronti per uscire ad allenarci quando abbiamo iniziato a sentire insulti pesantissimi, urla, minacce. Sempre più vicino. E in un attimo ci siamo ritrovati 50, dico 50, persone incappucciate dentro lo spogliatoio. Hanno tirato dei bengala e non si vedeva niente. Avevano le cinture in mano e hanno iniziato a menare. Una situazione orrenda, perché anche difendersi era difficile:per il fumo e perché non sapevamo cosa poteva succederci. Puoi anche pensare di andare a dare un destro a qualcuno, ma chi ti dice che non abbia con sé un coltello? La situazione era di una violenza incredibile, nessuno può sapere cosa possono avere in testa persone capaci di arrivare a tanto».

E quanto è durato?

«Cinque minuti buoni. Che possono sembrare pochi ma vi assicuro che in una situazione del genere sono lun￾ghissimi. E poi ovviamente tutte le conseguenze successive. Un finale distagione orrendo, e difficilissimo».

Mai vissuto una cosa del genere.

«No, enonme l’aspettavo certo inPortogallo, Paese tranquillo. Spero che non mi capiti mai più. Nessuno si merita di vivere momenti così, e gio￾cando a calcio poi…».

Lo Sporting aveva preso Sinisa Mihajlovic.

«Sì, l’allenatore che mi ha fatto esor￾dire in Serie A. Ero in vacanza, non ho fatto in tempo a parlarci: hanno cambiato ilpresidente ehannodeciso di mandarlo via.Non so molto altro».

Roberto Mancini ha chiamato 31 persone, però non lei.

«Sul tema Nazionale ripeto da un po’ sempre le stesse cose: io continuo a lavorare. Penso che l’anno scorso avrei meritato un pizzico di considerazione in più, poi le scelte le fa l’allenatore e se mi daranno un’opportunità sarò felicissimo di prenderla.In attesa vado avanti come ho sempre fatto, lavorando.Èvero che ci sono giocatori che non giocano nei propri club e vengono comunque sistematicamente chiamati però non perdo la fiducia: sono al Valencia, un grande club, se faccio

Le dispiace?

«Chiaro».

Ha quasi 26 anni e inizia la sua quinta stagione all’estero, la cosa può averla pregiudicata?

«Sicuramente. Anche perché di que￾sti 5 anni in 3 sono stato spesso infor￾tunato. Però non ho rammarichi, sono contento: mi sono rialzato tante volte e sono arrivato a un livello alto, la Champions con lo Sporting, ora il Valencia, e sono partito dal basso, dallaCarrarese in Serie C,un percorso lungo e sofferto del quale sono orgoglioso. Anche perché nessuno mi ha mai regalato nulla: lavoro, sacrificio e forza di volontà mi hanno portato fin qui e continueranno ad accompagnarmi. Se arriveranno altre cose ok, altrimenti va bene lo stesso. Io ho l’anima in pace».

[…]

E la sua Fiorentina?

Dopo la tragedia di Astori i ragazzi, l’ambiente, la città sono stati fenomenali a convertire la morte di Davide da debolezza a punto di forza. Lo dimostrano a ogni partita. Sarebbe favoloso se vincessero il campionato».

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