Che ne sarà di noi? Giovanni Veronesi ci aveva visto lungo, nel lontano 2004. Pellicola interessante: buttateci un occhio in una di queste afose serate, se non lo avete ancora fatto. Certo, noi possiamo mutuare soltanto il titolo, ché quella era roba adolescenziale. Già: che ne sarà di noi? Il comunicato di ieri, da qualunque angolatura lo si voglia scrutare, ha squassato ulteriormente pance già in tumulto. Quelle dei fiorentini. Quelle dei fratelli Della Valle. Quella di un mister appena arrivato. Il messaggio è sulla bocca di tutti, cicatrizzato in un concetto: se pensate di poter fare di meglio, fatevi avanti. Mezza Firenze, ieri sera, si è rigirata nel letto soppesando le conseguenze di una presa di posizione assolutamente legittima, ma da taluni valutata improvvida per tutto quel che concerne la costruzione della nuova Fiorentina. Acquisti, cessioni, abbonamenti: dicono che l’effetto a cascata stia già finendo i bagagli per venirci a suonare al campanello.

A meno che quello che appare un garbuglio inestricabile si dipani.

E, sotto questo profilo, l’unica esca davvero appetitosa da gettare nello stagno, al di là delle simpatie politiche, è quella che ha già provveduto a confezionare il sindaco Dario Nardella. La Cittadella Viola: ecco il nostro vero biglietto da visita. Ecco l’asso da calare sul tavolo per attrarre investitori – stranieri, non certo fiorentini né tantomeno italiani, che non hanno il dna intriso di questo genere di operazioni – e farli spendere a Firenze. Il progetto, depurato da ogni “se”, può ingolosire non poco. Fare quel tipo di business è propedeutico a legarsi ad una squadra di calcio. Non viceversa. Tutti, o quasi, sanno che oggi investire nel football porta quasi sempre a perdere un mucchio di soldi personali. Citofonare ai Della Valle, per ulteriori specifiche. Ma investire nel progetto Cittadella è diverso. Alberghi, ristoranti, centri commerciali e chi più ne ha aggiunga. Un sindaco che non vede l’ora che si faccia ed un’amministrazione pronta a sburocratizzare il cammino. La possibilità di lauti incassi in prospettiva, suscettibili di coprire le perdite che scaturiscono dalla gestione calcistica. Ecco la strada. Che ne sarà di noi? Sì: molto lo deciderà il modo in cui riusciremo a vendere il progetto Cittadella.

Comments

comments