Rispetto a quella di sabato, potrebbero essere fino a sei i cambi nella formazione iniziale che questa sera debutterà in Coppa Italia contro il Como. Non certo una scelta dettata dall’emergenza (a parte Parisi e Kean, il resto della rosa è disponibile) ma dalla necessità – fatta intendere dallo stesso Vanoli dopo il ko con il Cagliari – di avere a disposizione il miglior undici possibile per la sfida del 31 gennaio contro il Napoli. Per carità, nessuno all’interno della Fiorentina se la sente di snobbare a prescindere la coppa nazionale ma è chiaro che l’esigenza di tornare a far punti in campionato ad oggi vale molto di più di un trofeo che, in caso di passaggio del turno, mette in palio lo stesso Napoli – in gara secca e in trasferta – nei quarti di finale.
Dunque spazio a una robusta rotazione che, eccezion fatta per il portiere (De Gea verrà riconfermato), non risparmierà alcun reparto: in difesa il tecnico sta pensando di concedere un turno di riposo sia a Dodo che a Gosens (quest’ultimo apparso in difficoltà nell’ultimo match), con Fortini da una parte e Ranieri dall’altra che, nonostante le voci in uscita, sono pronti a partire dal 1′. In mezzo, in mancanza per ora di alternative, sembra obbligata la conferma di Comuzzo e Pongracic.
In cabina di regia dovrebbe giocare Fagioli (Nicolussi Caviglia è ad un passo dalla partenza direzione Parma) aiutato, nel consolidato 4-1-4-1 di partenza, da Brescianini e Mandragora. I dubbi più grandi riguardano quindi gli esterni e la punta: Harrison si gioca con Solomon una maglia da titolare (favorito, stavolta, l’inglese) mentre Gudmundsson dovrebbe essere riproposto nella zolla di ala sinistra. E davanti? L’opzione del «falso nueve», a ieri, sembrava quella che andava per la maggiore al Viola Park, con dunque l’adattamento di Fabbian a centravanti che garantirà un turno di riposo a Piccoli in vista di Napoli. In panchina, in ogni caso, oltre al numero 91 è pronto anche il Primavera Braschi. Lo scrive La Nazione.
