Così, accendendo i riflettori sui cinque innesti sottoscritti a gennaio, in attesa di poter vedere e quindi dare una valutazione a Rugani, ecco che il bilancio del rendimento e dell’apporto al gruppo degli altri acquisti ha già in qualche modo lanciato segnali più che incoraggianti.
Di sicuro Solomon è sul podio più alto del gradino dei colpi di gennaio. Concreto, ottima tecnica, spirito di adattamento perfetto, Solomon era esattamente quello che serviva alla Fiorentina per accendere il gioco di fascia. Volendo divertirci con i numeri e i voti, la sua pagella può già vantare un 8. Pieno. Senza dimenticare che siamo solo all’inizio dell’avventura.
Come Solomon anche Brescianini ha già fatto vedere di che stoffa è fatto. Il primo tempo con il Pisa è la riprova che quel giocatore lì, in mezzo al campo, alla Fiorentina serviva come il pane. Brescianini viaggia nella direzione di diventare un elemento indispensabile nel bel mezzo della mediana. Ha visione di gioco, piedi e personalità. Voto 7,5.
Lampi incoraggianti sono arrivati anche da Harrison per il quale però serviranno dei tempi… tecnici per migliorare, anzi limare, quel suo essere un giocatore prettamente all’inglese e diventare un ‘italiano’ a tutti gli effetti. Harrison però una cosa ha già messo in chiaro: gli uno contro uno lui li affronta, non li evita. Rivelandosi così prezioso nel portare (sulla sua corsia) una superiorità numerica che può rivelarsi decisiva. E poi Harrison anche nella corsa, nella velocità, nel lavoro aerobico e di energia allo stato puro, si è portato dietro un potenziale di primissima fascia. Migliorare nel calciare la palla? E’ inglese e non gli si potranno chiedere miracoli. Ma va bene così.
Si chiude con l’ex Bologna, Fabbian. Obiettivamente e oggettivamente lo si è visto ancora poco. E si è capito che per lui entrare in corsa, a freddo, dalla panchina è una situazione che lo costringe a non essere lucido come vorrebbe. Detto questo, le qualità, le sue qualità, ha avuto modo di evidenziarle bene con la maglia del Bologna e questo è senza dubbio il biglietto da visita migliore. Nelle sue apparizioni in viola ha saputo convincere per il suo gioco che è un mix di palloni gestiti a testa alta e di un confronto tecnico-fisico importante. Il suo voto può essere la sufficienza (assolutamente) in attesa di potersi prendere spazi più ampi e migliori. Lo scrive La Nazione.
