Stefano Pioli insiste sulle sue scelte, per acquisire le certezze necessarie ad un gruppo radicalmente rinnovato durante l’ultima estate. Dalla chiusura del mercato, questa la formazione-tipo della Fiorentina: Sportiello; Laurini, Pezzella, Astori, Biraghi; Badelj, Veretout; Benassi, Thereau, Chiesa; Simeone. Con una sola eccezione. Quella del terzino destro. Nelle ultime sei partite infatti, Laurini e Bruno Gaspar si sono equamente divisi le maglie da titolari. Per il resto, le scelte sembrano sostanzialmente definitive.

Pioli fino ad oggi ha utilizzato 21 giocatori dei 27 che ha a disposizione. Fermi a quota zero presenze ci sono: Dragowski, Cerofolini, Milenkovic, Hristov, Hagi e Lo Faso . Poi c’è Zekhnini che, sfruttando l’emergenza con la quale Pioli si presentò all’esordio con l’Inter, è riuscito a collezionare una presenza da 14′. I sempre presenti sono Sportiello e Astori. Titolari otto volte su otto, e in campo per 762′ su 762 totali, recuperi compresi. Discorso più o meno simile per Pezzella, che ha saltato soltanto la sfida d’esordio (era appena sbarcato a Firenze). Un altro sempre presente è Veretout. Il francese non è mai uscito dall’undici titolare ed è rimasto in campo per 741’ sui 762 totali.

E se Badelj ha nelle gambe qualche minuto in meno (541) è perché ha dovuto saltare una gara per infortunio (Inter) e una (Atalanta) per squalifica. Anche in attacco Pioli non pare avere troppi dubbi: Simeone è sempre il titolare. Otto volte su otto, per un totale di 686′ giocati. Intoccabili sono pure Chiesa (squalificato a San Siro, poi sempre titolare) e Thereau: il francese da quando è arrivato non è mai uscito dall’undici (442′). Infine Benassi, sempre titolare tranne che nella sfida con l’Atalanta. Pioli gli preferì Gil Dias, che prima dell’infortunio era uno dei pochi, tra le riserve, ad entrare spesso nelle rotazioni. Per lui sette presenze, e 415’ giocati. Poi, c’è Sanchez, con 4 presenze per 228′.

La Repubblica

 

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