Cinque mesi fa Fagioli non giocò neppure un minuto nel pari insipido dell’Arena Garibaldi: Pioli gli aveva preferito Hans Nicolussi Caviglia nel ruolo di play, com’era successo anche nella sconfitta con la Roma. Vanoli invece lo ha lasciato fuori dall’undici di partenza una sola volta, nel 2-2 con il Genoa: da allora 14 partite consecutive in A da titolare e un rendimento decisamente in crescendo, come un assolo alla chitarra.
Dopo un momento di buio Nico è tornato a vedere la luce e a disegnare traiettorie che diventano melodie per le orecchie dei suoi compagni. Lui li guida come se fosse il pifferaio magico reso immortale dai fratelli Grimm, creando opzioni e situazioni che possono propiziare gol. Grazie a Vanoli è migliorato anche in fase difensiva e la recente prestazione contro il Como è il manifesto del suo nuovo status di factotum: non solo ha smistato, cosa che gli riesce abbastanza naturale, ma ha anche limitato Nico Paz, riducendo il gioiello argentino al rango di un giocatore normale, e poi ha trovato il pertugio giusto per segnare l’1-0. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
