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Galloppa: “Ieri ero allo stadio. E’ stato emozionante vedere Braschi, so quanto è legato alla Fiorentina”

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Galloppa: “Ieri ero allo stadio. E’ stato emozionante vedere Braschi, so quanto è legato alla Fiorentina”

Redazione

13 Marzo · 19:04

Aggiornamento: 13 Marzo 2026 · 19:04

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Galloppa a Radio Bruno commenta l’esordio di Braschi con la Fiorentina: “Un’emozione enorme, se lo merita”

L’esordio tra i grandi di Braschi nella sfida di UEFA Conference League contro il Raków ha emozionato anche chi lo ha visto crescere negli ultimi anni. Tra questi c’è Galloppa, allenatore della Primavera della Fiorentina, che ha parlato ai microfoni di Radio Bruno.
Galloppa ha raccontato di aver vissuto da vicino quel momento allo stadio, sottolineando quanto sia stato speciale vedere il giovane attaccante coronare il suo percorso.
“È una soddisfazione enorme perché ripaga di tutto il lavoro fatto in questi anni. Ieri ero allo stadio e, quando la partita è finita, mi sono fermato a osservare Riccardo in campo: è stato un momento molto emozionante anche per me. Lo alleno da circa tre anni, so quanto sia legato alla Fiorentina e quanto desiderasse vivere una serata così. Sono situazioni che danno senso al lavoro che facciamo con i ragazzi”.
Il tecnico viola ha poi raccontato anche le sensazioni della vigilia, quando già si percepiva che qualcosa potesse accadere. “Il giorno prima della partita, dopo aver finito la rifinitura con la prima squadra, Braschi è passato a salutarci. In realtà si avvertiva che potesse arrivare la sua occasione: Moise Kean non era disponibile e Roberto Piccoli difficilmente avrebbe potuto restare in campo per tutta la gara. Un po’ tutti speravamo che Riccardo potesse avere la sua chance e alla fine è successo davvero”.
Infine Galloppa ha raccontato l’accoglienza ricevuta dal giovane attaccante nello spogliatoio della Primavera. “Oggi Riccardo è passato in palestra e tutti i ragazzi lo hanno accolto con un applauso, proprio come era successo qualche tempo fa per Balbo. L’immagine che mi porto dentro è proprio quella finale: sono emozioni che fanno innamorare di questo sport. Ho sempre detto ai miei giocatori che bisogna inseguire le emozioni e restare dentro al proprio sogno. È quella la motivazione che ti spinge a dare tutto”.

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