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Frey demolisce i calciatori: “Ranieri non è un leader, Mandragora non è un leader. Non ce n’è uno”

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Frey demolisce i calciatori: “Ranieri non è un leader, Mandragora non è un leader. Non ce n’è uno”

Redazione

12 Marzo · 11:23

Aggiornamento: 12 Marzo 2026 · 11:23

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Ospite del podcast Calcio Franco insieme a Bojinov l’ex portiere della Fiorentina Sebastian Frey ha parlato del momento della Fiorentina, queste le sue parole:

“Noi avevamo troppi leader, nella Fiorentina attuale non c’è ne è uno. Non c’è nessuno che prende in mano la situazione e dice “Facciamo così e ne usciamo.” Sono stato io a dire che sarebbe stato opportuno dare la fascia da capitano a De Gea, ma anche lui ha preso la stessa piega della squadra, anche se sono tranquillo che ne verrà fuori. La domanda che mi faccio è che se De Gea, Ranieri e Mandragora sono leader, ma la Fiorentina ha un gruppo forte? Com’è lo spogliatoio?

“Noi con calciopoli partivamo da -18, era completamente spacciata, in Serie B. Noi abbiamo detto o ci facciamo trascinare o ci proviamo. Come facevamo? Creando un gruppo. Noi andavamo a cena fuori tutti i giovedì e non mancava mai nessuno, ora non vanno a cena 2 volte l’anno. Bojinov era un giovane e si faceva trascinare da Dainelli, Ujfalusi, Toni e si faceva trascinare. Per me i leader sono solo positivi. Ranieri per me non è un leader, Mandragora visto come vanno le cose non è un leader. Trovamene uno, anche se sono giocatori di qualita. La Fiorentina si salverà. Sai perché? C’è chi sta peggio. Ma se ti salvi è un fallimento.

La Fiorentina ha investito 100 milioni di euro per il Viola Park. Io me le sognavo delle strutture così, ci cambiavamo allo stadio e andavo a piedi ai campi per 2 campi mediocri. A Commisso gliel’ho detto: “Noi con una struttra così vincevamo lo scudetto” lui mi ha risposto: “Probabilmente si.”  Vanoli è l’allenatore giusto, non è facile ma vedo una persona che comunque bisogna invertire la rotta. Pioli quando è tornato a Firenze un disastro. Sono stato pochi giorni fa al Viola Park e vedo che c’è la sta mettendo tutta. Una piazza esigente che ti dà tanto. Noi abbiamo vissuto momenti belli e quando avevo la curva dietro di me in casa dopo 20 minuti se non facevi i gol sentivi i fischi. C’è Napoli, le romane e Firenze, la città vive per i risultati della Fiorentina”

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