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Corriere Fiorentino: “Sohm-Caviglia-Mandragora contro la Juve, una rivoluzione solo nella sostanza”

Firenze, Stadio Franchi, 17.09.2025, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino: “Sohm-Caviglia-Mandragora contro la Juve, una rivoluzione solo nella sostanza”

Redazione

20 Novembre · 09:23

Aggiornamento: 20 Novembre 2025 · 09:23

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Vanoli a centrocampo dovrebbe riproporre quanto visto a Genova

Una rivoluzione nella sostanza, più che nella forma. Al lavoro per plasmare la sua Fiorentina e condurla verso altri lidi rispetto all’ultimo posto in classifica, Paolo Vanoli, che parlerà oggi in conferenza stampa, ha tracciato un percorso da seguire: il cambio di rotta sarà non tanto nel modulo (per quanto ormai concetto obsoleto nel calcio odierno) quanto, questo l’auspicio, nell’essenza della squadra. Più consapevole, intensa e ordinata, tutto nel nome della semplicità. Nessuno escluso, dagli undici titolari ai cinque potenziali subentranti ma con qualcuno più incluso degli altri nel ragionamento: i centrocampisti.

Qui la linea appare tracciata verso una riproposizione di quanto visto a Genova, con — almeno a oggi — Nicolussi Caviglia centrale e Sohm e Mandragora ai lati in vantaggio sugli altri. Lo svizzero ha mostrato decisi miglioramenti nelle ultime settimane, con il gol di Mainz, l’assist per Piccoli in campionato e i 16 minuti con la Svizzera come ciliegine sulla torta.

Per altri, come Fagioli, la strada al momento è più tortuosa, dopo l’equivoco tattico di inizio stagione e un rendimento poco convincente anche dopo l’arrivo di Nicolussi e il ritorno al ruolo più canonico di mezzala; i due ex bianconeri sono scesi in campo insieme 4 volte in campionato e in tali partite la Fiorentina ha raccolto 1 pareggio e 3 sconfitte, ma con una specifica: la rimonta per il 2-2 con il Bologna è arrivata con i suddetti, schierati insieme dal 1’, già sostituiti. I segnali a oggi vanno dunque nella direzione della continuità per quanto riguarda il classe 2000, redarguito da Vanoli perché con il Genoa «quando lo abbiamo trovato lui non è stato bravo a trovare le mezzali libere»: sui 41 passaggi dell’ex Venezia, 27 sono stati diretti ai tre centrali difensivi o agli esterni, mentre solo 9 ai due interni di centrocampo (2 a Sohm, 7 a Mandragora).

Intensità sì ma non per questo senza venir meno alla qualità insomma, anche perché con il Genoa la Fiorentina ha confermato i limiti nell’ultimo quarto di campo, con appena il 56% di precisione nei passaggi. Lineare, elementare, lucida: questa la Fiorentina immaginata da Vanoli, a maggior ragione perché sì, le doppie sedute hanno anche elevato il tasso di conoscenza reciproca al Viola Park ma alcuni dei protagonisti sono tornati dagli impegni con le Nazionali solo nelle ultime 24-48 ore. Le incognite non finiscono qui.

La Fiorentina affronterà una squadra, la Juventus, che ha cambiato allenatore una settimana prima dei gigliati, ma che con tre partite in otto giorni ha solo adesso, al pari dei viola, potuto lavorare con continuità sui concetti del neo tecnico. A centrocampo una loro arma da non sottovalutare è McKennie, che con Spalletti ha disputato 265 minuti su 270: il texano può agire da esterno a 4 in fase di possesso ma anche da mezzala — dopo lo spostamento di Koopmeiners a centrale di sinistra in difesa — apportando dinamismo e duttilità. Un pericolo ulteriore per (ri)trovare intensità e vigore con qualche muscolo in più, e trovare risposte, in primis dal centrocampo. Uno dei reparti più discussi dell’intera stagione della Fiorentina. Lo riporta il Corriere Fiorentino.

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