20 Settembre 2021 · 11:51
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CARI ANDREA E DIEGO, IL CALCIO (DELLA FIORENTINA) NON E’ UN DIVERTIMENTO. FIRENZE MERITA DI PIU’. L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Arriviamo circa sette ore dopo il pareggio della Fiorentina contro il Bologna. Sette ore, nel giornalismo moderno, sono un’eternità: radio, siti internet, trasmissioni TV, hanno sviscerato a dovere cos’è andato (poco) e cosa non è andato (molto). Nella prima categoria: il quinto pareggio consecutivo, la difesa inviolata, la classifica ancora recuperabile (pensate, con i sei punti persi di Cagliari, Frosinone e Bologna la Fiorentina sarebbe quarta. In piena zona Champions League…) la grande parata di Lafont, la buona prova di Gerson, bla, bla, bla… Nella seconda: il sesto risultato senza vittorie, l’attacco che non segna, Simeone che (come si dice a Firenze) non la mette dentro nemmeno con le mani, l’immobilismo tattico e di uomini di Stefano Pioli. Il “NormalOne” per eccellenza. A questo aggiungete che tra 6 giorni arriva la Juventus (per lei, 13 vittorie su 14 in campionato), forse mancherà Pezzella, di certo c’è un malumore diffuso che non promette niente di buono. Quindi, chi siamo noi per aggiungere qualcosa a quello che è stato già detto? E che è stato già scritto? Lo ammettiamo tranquillamente… nessuno! Pregi (pochi) e difetti (tanti) sono già stati enumerati, speranze (pochissime) e disillusioni (tantissime) sono già state esaminate. E allora?

IL CALCIO NON E’ PIU’ UN DIVERTIMENTO: Preferiamo strambare su un concetto generale, che esula dai numeri, dai risultati, dai traguardi. Preferiamo tornare al 17 luglio 2010 quando, in quel di Cortina, al posto dello sponsor che (immancabilmente) non c’era, i Della Valle si inventano uno slogan: “Il calcio è un divertimento”. E lo scrivono sulle magliette, a futura memoria. Ed infatti siamo andati a ripescarlo, e ci siamo permessi una piccola aggiunta: “Il calcio (della Fiorentina) NON è un divertimento”. No, cari Andrea e Diego, non lo è più. Da tempo, da troppo tempo. E allora ci chiediamo: perchè tutto questo? Dice… per l’autofinanziamento. Ok, rispondiamo, i soldi sono vostri e nessuno ve li tocca. Dice… per il “fair play finanziario”. Ok, se le regole ci sono vanno rispettate. Dice ancora… perchè non crediamo più nel sistema calcio. Vero anche questo, Calciopoli docet: perchè mischiarsi a certi farabutti? Dice infine… perchè il calcio è troppo liquido, e noi siamo abituati alle cose solide. Sempre più vero: un paio di scarpe sono più resistenti delle ginocchia di Mario Gomez e Pepito Rossi. Meglio le scarpe di un paio di legamenti, non c’è dubbio. Però, c’è un però… Perchè intristire una città che fa del calcio la propria ragione di vita, perchè riprendere un direttore sportivo inviso a tutta la piazza, perchè sbandierare il mantra dei giovani e poi ingaggiare un allenatore (ottima persona, ci mancherebbe…) che si affida sempre ai soliti undici, e non metterebbe le due punte neppure sotto tortura? E sopratutto: perchè contravvenire a quel principio di cui sopra, “Il calcio è un divertimento”, costruendo una Fiorentina triste, svogliata, demotivata, lenta, prevedibile, compassata, etc, etc? Perchè, infine, costringere Firenze, che ha dato tanto al calcio italiano, ad annoiarsi davanti al televisore, seduta su uno scalino di curva, a rimpiangere i tempi di Pontello e Cecchi Gori? Con i primi, che non hanno vinto nulla (come voi), con il secondo che ci ha mandato due volte in serie B, e ci ha fatto fallire/morire, senza neppure passare dal via?

CARI DELLA VALLE, FATE QUALCOSA DI VIOLA: Cari Andrea e Diego (ed a seguire Mario e Pantaleo) sappiamo che ci leggete attentamente: non sappiamo se cambiare l’allenatore serva a qualcosa, se investire nel mercato di gennaio serva a qualcosa, e non sappiamo se l’intervento deciso, autorevole, diremmo incazzato di uno di voi due serva a qualcosa (noi, umilmente, pensiamo proprio di si). Ma per favore: fate qualcosa di viola. Nè di destra nè di sinistra: di viola. Che porti beneficio alla Fiorentina. Parlate alla città, vendete la Fiorentina, indebitatevi fino al collo, ma fate qualcosa. Firenze, per la passione e l’amore che ci mette, merita di più. Merita molto di più. Certamente merita di divertirsi, di appassionarsi, di lottare per qualcosa, che si vinca o che si perda. Firenze non merita di annoiarsi o di addormentarsi… sopratutto guardando la Fiorentina.

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