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Renzi:”Dopo 3 mondiali bisogna fare pulito. Basta con la marchetta Lotito, nuove leggi su stadi e diritti”

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Renzi:”Dopo 3 mondiali bisogna fare pulito. Basta con la marchetta Lotito, nuove leggi su stadi e diritti”

Redazione

7 Aprile · 19:17

Aggiornamento: 7 Aprile 2026 · 19:26

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Renzi a tutto campo: tra Fiorentina, politica e riforme del calcio dopo l'esclusione dai Mondiali

L’ex ministro e Senatore di Iv, Matteo Renzi ha parlato così ai microfoni del Pentasport, della vittoria di sabato contro l’Hellas Verona:  “Grande godimento al gol di fagioli in quel modo, visti i risultati di Lecce e Cremonese. Se poi si dovesse vincere anche contro la Lazio sarebbe una doppia soddisfazione e si va in tasca anche a Lotito.”

La riforma sulla legge degli stadi e sui diritti: “Ci vuole una legge sugli stadi e leggi sui diritti, vi faccio un esempio concreto, è arrivato il governo, che come primo atto ha dato 892 milioni al calcio (legge bilancio 2023) sulla base di un emendamento marchetta presentato da Lotito. Ecco finché in Parlamento siedono quelli che si fanno dare gli stanziamenti con gli emendamenti, loro possano continuare con il loro giochino. Mi ricordo che anche Joe Barone era contro l’emendamento Lotito.

Per cui io propongo leggi precise per bene, non alla Lotito, e seconda cosa, si deve organizzare eventi internazionali e con questi eventi facciamo nuovi stadi in Italia, non si deve fare gli stadi con i soldi pubblici. Fare lo stadio con i soldi pubblici è stata una bischerata clamorosa. Perché se domani la Fiorentina dovesse cambiare proprietario non può mettere l’asset stadio nel bilancio, per una società privata che gestisce la proprietà con le regole del mercato è fondamentale avere in bilancio lo stadio e il merchandising.

Senza le marchette Lotito, in America l’Inter Miami ha uno stadio di proprietà e si può vedere la bellezza dello stadio che ha fatto, si può fare anche in Italia basta però togliere i Lotito dal calcio. Per quanto riguarda gli eventi internazionali, Spalletti ha detto una cosa positiva che condivido, bisogna mettere regole sui vivai, in Udinese Como, l’unico italiano era Zaniolo, ecco così non va. Dopo 3 mondiali bisogna fare pulito, non si può mettere in campo i figlioli dei ministri per tenersi buoni i ministri, bisogna avere un po’ di onestà intellettuale.  Noi abbiamo dei grandi allenatori, nonostante il mio poco affetto per la società Sabauda (Juventus), che quando ero Premier io, c’era Conte come CT, e lui è un grande allenatore, come lo era Prandelli, lo è Allegri e vediamo Ancelotti. Io quello che dico è che la politica deve fare un passo indietro e un passo in avanti invece nelle leggi. Il mondo dei ragazzi che tornino a giocare per strada, con gli zaini a fare da pali non tornano più, ma bisogna permettere ai ragazzi italiani di giocare.
Il mondo del calcio in Usa, è un mondo dove danno spazio al merito, e alla professionalità, non agli amici e agli amichetti questo è il punto che contesto al governo, non si mettono così i soldi nel calcio. I talenti ci sono, bisogna solo farli giocare.

Lotito è un personaggio, mi ricordo quando venne a vedere Fiorentina Lazio e, io ero all’ora Sindaco, ci litigati, perché vinsero 1-0 in casa e iniziò a fare una sceneggiata e io mi arrabbiai dicendo, ‘lei è un ospite ma come si permette'”.

Sulla gestione viola: “La famiglia Commisso ha detto che non vende la fiorentina, allora bisogna augurarsi che la Fiorentina cresca, io mi sono permesso di fare un intervento solo quando c’era un momento di tensione e dissi, ‘mettete un uomo di calcio ‘ e hanno messo Paratici, avevamo 6 punti in classifica, ancora tocco quello che devo toccare, ma aver messo la società in ordine ha aiutato. Finché Commisso è a Firenze, viva la famiglia Commisso.
Alla domanda se mi piace Vanoli, non mi fa commentare dove non voglio commentare. In Conference abbiamo perso due finali a bischero, bo, mi pare che la vera sfida in questo momento sia portare la fiorentina alle semifinali di Conference”. 

Aneddoto di quando era Premier: “Riformare il calcio italiano è molto difficile ma è una necessità, pensare 3 mondiali di fila fuori, vado fuori di testa. Fu una botta sapere da Cecchi Gori, che Gentiloni era Juventino, l’ho saputo dopo perché sennò aveva paura che non gli dessi l’incarico”. 

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