In casa viola il mantra resta sempre quello della «testa nel carrarmato», ma la prossima sfida con gli inglesi del Crystal Palace può valere il riscatto dopo mesi di amarezze. Trascorsi due terzi di stagione in zona retrocessione Vanoli e la sua squadra hanno l’opportunità di rendere il cammino in Conference molto più esaltante della rincorsa alla salvezza, a patto di superare l’ostacolo londinese come riuscì a Montella 11 anni fa e cancellando la delusione di Paulo Sousa dell’anno seguente (sempre con gli Spurs).
La trasferta di Londra infatti riporta alla memoria storie diverse, e una dimensione lontana da quella attuale, ma il fascino è lo stesso di dieci anni fa. Tra il 2015 e il 2016, in Europa League, i viola furono protagonisti di una doppia sfida al Tottenham che portò a Londra migliaia di tifosi prima che il vecchio stadio degli Spurs, White Hart Lane, chiudesse i battenti. Al primo tentativo la Fiorentina superò l’ostacolo, al secondo il 3-0 dell’andata non lasciò speranze. Logico che Vanoli si auguri di riprendere il discorso con un risultato positivo, seppure gli avversari in questione siano i più attrezzati fin qui affrontati in Conference. In questa stagione il Crystal Palace ha vissuto più di bassi che di alti, scivolando al quattordicesimo posto in Premier League, ma la formazione allenata da Glasner resta una delle candidate al successo a Lipsia e tutto l’ambiente attende il match di giovedì con ansia. Le Eagles di Londra puntano forte sull’Europa, anche se non è quell’Europa League guadagnata sul campo e persa per la concomitante qualificazione del Lione che ha la stessa proprietà, tanto che Selhurst Park sarà colmo d’entusiasmo. Insomma Kean e compagni dovranno inseguire la partita perfetta, oltre che affrontare una delle tifoserie più scenografiche d’Inghilterra.
Dalla sua Vanoli ha un clima nello spogliatoio che si è fatto più sereno dopo la vittoria di Verona e grazie alle sconfitte delle inseguitrici (oltre a Cagliari e Cremonese ieri ha perso anche il Lecce, contro l’Atalanta, mantenendo il vantaggio dei viola di 5 punti sulla terz’ultima) ma prima di tutto dovrà recuperare pedine fondamentali venute meno nell’ultima giornata. Se per Dodò la mancata convocazione di sabato è stata soprattutto precauzionale visto che il brasiliano tornerà dall’inizio, Vanoli si augura di ritrovare anche Parisi, mentre con Mandragora ancora non recuperato Solomon potrebbe partire insieme al gruppo ma lasciar spazio inizialmente a Gudmundsson (che al pari di Fagioli, sicuro titolare giovedì sera, sarà squalificato lunedì prossimo contro la Lazio).
Diverso il discorso in attacco dove s’impone la gestione di un Kean in non perfette condizioni. Oltre alla caviglia malconcia, l’attaccante deve scrollarsi di dosso le delusioni della Nazionale, per questo pure Piccoli potrebbe ritagliarsi uno spazio importante. Magari ripartendo da quella deviazione su un tiro di Ndour che nell’ultima gara europea ha anticipato la vittoria sul Rakow, spalancando le porte di un quarto di finale (finalmente) di prestigio. Una cosa però è certa: a Londra non ci sarà turnover.
Lo riporta il Corriere Fiorentino
