Adesso la salvezza ha anche un prezzo, vicino ai 30 milioni e stabilito dalle operazioni di un mercato di gennaio nel quale la Fiorentina ha investito ancora nella speranza di abbandonare in fretta la bassa classifica. Saranno infatti 28 in tutto i milioni che i viola dovranno pagare a fine stagione se, come tutti si augurano, la squadra di Vanoli dovesse salvarsi, ovvero il totale dei riscatti che la Fiorentina si è obbligata a pagare per Brescianini, Fabbian e Rugani.
L’ultimo arrivato, il difensore prelevato con un prestito dalla Juventus e diritto di riscatto tramutabile in obbligo a fronte della salvezza, fa salire di altri 2 milioni gli 11+15 già concordati con Atalanta e Bologna nei giorni scorsi, senza contare altri 18 milioni che il club di Commisso dovrebbe tirare fuori per gli ulteriori riscatti di Solomon (dal Tottenham per 10 milioni) e di Harrison (dal Leeds per 8 milioni). Esborsi vicini ai 50 milioni che solo i riscatti di Richardson dal Copenhagen per 10 milioni, e di Sohm dal Bologna per altri 14 milioni, potrebbero mitigare, conferma di come sul piano economico si sia deciso d’intervenire con decisione vista la situazione emergenziale.
Si chiude così una finestra invernale nella quale la società ha deciso di ritoccare il centrocampo con due profili d’inserimento più che d’interdizione, Brescianini e Fabbian, un difensore centrale come Rugani e soprattutto due esterni come Solomon e Harrison che hanno rappresentato la chiave di volta tattica da consegnare a Vanoli. Gli affari di gennaio hanno infatti regalato al tecnico maggiori alternative sulle fasce, spingendo la Fiorentina dal 3-5-2 d’inizio stagione all’attuale 4-1-4-1 nel quale gli esterni rivestono un ruolo centrale. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
