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Bufera in casa Lazio: Romagnoli non si allena e vuole andarsene, scontro frontale con Lotito

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Bufera in casa Lazio: Romagnoli non si allena e vuole andarsene, scontro frontale con Lotito

Redazione

29 Gennaio · 12:03

Aggiornamento: 29 Gennaio 2026 · 12:03

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È la Lazio la vittima. Romagnoli si ribella come un uomo in trappola, può passare alla storia come il dissidente più ostinato di Lotito. Non si allena più, ha marcato visita anche ieri e salterà il Genoa lasciando un buco in difesa. Alessio ha riparlato con Sarri per la terza volta, sperando in un suo rincrescimento. Non gli dà manforte, è impassibile e imperturbabile quando il difensore gli chiede un aiuto per essere liberato e raggiungere l’Al-Sadd. Mau non lo accontenterà, non è un dispetto. È sfavorevole la congiuntura in cui Romagnoli si sta trovando. Il tecnico non si esporrà mai più sul mercato né in entrata né in uscita dopo che la società ha evocato a sé ogni decisione. Sarri ritiene illogico che adesso Lotito pretenda da lui l’ok alla partenza del difensore

. Romagnoli, ostinato e al tempo stesso demoralizzato, ha riprovato a parlare con Lotito, il più intransigente dei presidenti: senza benestare di Sarri non si rimangerà la parola e non riaprirà la cessione. Paga la Lazio, rimasta senza il suo guerriero più autentico, il leader della difesa, nel vivo di un mercato che sta generando solo acquisti di mezzali e jolly offensivi, alcuni futuribili. Non solo Guendouzi ad oggi non è stato sostituito, sta finendo male con Romagnoli. Due colonne della fase difensiva. La vicenda è grottesca, impigliata in un paradosso assurdo: Alessio è stato tolto dal mercato per non giocare. La Lazio e Sarri l’hanno perso comunque.

La decisione di Romagnoli di non allenarsi non sembra momentanea. E’ pronto allo scontro frontale, anche a restare fuori. Spera che fino a dopodomani, giorno in cui chiuderà il mercato in Qatar, si possa trovare una soluzione. Quali saranno le prossime mosse si vedrà. C’è il rischio che scoppi un caso simile a quello che ha visto contrapposti Lookman e l’Atalanta in estate. Il giocatore voleva l’Inter, la Dea disse no per questioni di valutazione. Il nigeriano decise di non allenarsi, rimase fuori, poi il rientro a ottobre. Si beccò una multa. In questi casi, per giustificare l’assenza dagli allenamenti, spesso si usa inviare un certificato medico alla società motivando una condizione di disagio psicologico.

La società, di regola, invia la visita fiscale, il contratto dei calciatori è un contratto di lavoro. Entra in gioco l’accordo collettiva: chi non svolge le prestazioni professionali può subire una vertenza con rischio di riduzione dei compensi, in misura minima o massima, dinanzi al collegio arbitrale. Romagnoli guadagna 3 milioni netti. La persistenza dell’inadempimento può portare alla risoluzione del contratto o alla richiesta di danni. Nel primo caso Romagnoli ne trarrebbe vantaggio. C’è sempre la soluzione bonaria, il tentativo di trovare un accordo in uscita o per un nuovo contratto. Ma Alessio considera l’avventura alla Lazio finita. La società valuta eventuali provvedimenti.

Col Genoa in ogni caso non sarebbe stato convocato per rispetto dei compagni. Il paradosso è ancora più insostenibile per Sarri. Si trova con Gila e Provstgaard, senza un cambio in panchina. Marusic è l’unica alternativa da centrale. Deve preparare Lazio-Genoa nel caos, con due centrali, a quattro giorni dalla fine di un mercato che disconosce. Per domani ha poco da fare in difesa, pensa al trio di centrocampo Basic-Cataldi-Taylor. Sulle ali Cancellieri o Isaksen e Zaccagni. Maldini è stato riprovato falso 9. Dia ha bruciato il bonus sabato. Noslin partirà. Ratkov si era illuso col Como. Lo scrive Il Corriere dello sport

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