Era arrivato con l’aura del totem. Classe, carattere, personalità, carisma, esperienza. Certo, si portava dietro anche il peso dei suoi 40 anni. Eppure i numeri dell’esperienza in Turchia, e in particolare quelli dell’ultima stagione, facevano sperare che potesse davvero rappresentare un valore aggiunto. Stefano Pioli per esempio ne era talmente convinto da aver spinto la società a mollare Ciro Immobile e, appunto, a spostare tutte le attenzioni su Edin Dzeko.
Il Bologna, al contrario, aveva deciso di non fare sul serio fino in fondo per Dzeko. Motivo? I dubbi (di Sartori e dello staff) sulle condizioni fisiche e sulla capacità di reggere un nuovo impatto col calcio italiano. Col senno di poi, non ci vuole molto a stabilire chi avesse ragione e tra l’altro spifferi dal Viola Park raccontano di come preparatori, fisioterapisti e lo stesso ex allenatore si fossero accorti dopo pochi allenamenti di come fosse sostanzialmente impossibile riportare Dzeko al top della forma. Non a caso, dopo averlo provato tra i titolari per tutta l’estate, Pioli ha abbandonato il progetto fin dalle prime gare ufficiali. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
