La Fiorentina sabato alle ore 18 scenderà in campo al Franchi per affrontare la Juventus in quella che a Firenze è “la partita”. In queste due settimane di sosta Paolo Vanoli ha cercato di dare (nei limiti del possibile) una sua impronta alla Fiorentina. Dal punto di vista del modulo, quantomeno per il momento, non si intravedono scossoni, la squadra viola infatti contro i bianconeri dovrebbe schierarsi con un 3-5-2. E qui veniamo ad un calciatore per cui la Fiorentina ha fatto un investimento corposo (24 milioni di euro) cioè Albert Gudmundsson.
L’islandese è un elemento chiave per Paolo Vanoli essendo un giocatore di qualità, grazie alla sua fantasia e all’ottima dote, il dribbling. Ma il tecnico lombardo è già stato più che chiaro in conferenza stampa: “Non devo io capire Gudmundsson, deve lui capire me e anche velocemente. Lo stesso discorso di Fagioli, sono giocatori importanti e qualitativi. Non posso guardare l’aspetto tecnico, oggi ogni calciatore deve lavorare per il compagno. Fare una corsa in più e fare le due fasi fatte bene”.
Vanoli quindi punta molto sul nazionale islandese, che tra l’altro, avendo lottato per la salvezza con il Genoa di Gilardino, dovrà aiutare i suoi compagni a calarsi in una realtà che sembrava impossibile se pensiamo a quell’obiettivo “Champions League” sbandierato ai quattro venti e ribadito da Stefano Pioli ad inizio stagione. Prima la squadra gigliata riuscirà ad immergersi nella dura situazione sottolineata dalla classifica, prima potrà sperare di togliersi dalle sabbie mobili. Lo switch che dovrà fare tutta la squadra, Gud compreso, è quello mentale. D’altronde, se uno vuole diventare un top player, forse, questa può essere una buona occasione, nel dramma sportivo, da cogliere al volo.
Il Gudmundsson di Genova evidenziato dai numeri
Il Gudmundsson visto al Genoa, che si rese fondamentale nella lotta per la permanenza in Serie A, è sicuramente quello che attirò le avance delle big, e a spuntarla, tra tutte, fu proprio la Fiorentina. Nella stagione 2024/25 in A infatti in 35 partite, Albert segnò 14 gol (uno ogni 216 minuti) e collezionò 4 assist. All’occhio balza indubbiamente la media palle recuperate a partita (4) ed i dribbling riusciti (51%).
