Gli investimenti più pesanti del mercato estivo scorso, almeno per quanto riguarda la Fiorentina, non stanno dando i frutti sperati. Roberto Piccoli, pagato 27 milioni di euro, e Simon Sohm, arrivato per 17 milioni, sono stati i due acquisti più costosi di una campagna acquisti che complessivamente ha visto il club spendere 92 milioni di euro. Ad oggi, però, il rendimento dei due è ben al di sotto delle aspettative. I numeri parlano chiaro. Piccoli ha segnato appena un gol in campionato e uno in Conference League, troppo poco per un attaccante su cui è stato fatto un investimento così importante. Sohm, dal canto suo, ha alternato prestazioni negative a partite anonime, raramente all’altezza della cifra spesa per portarlo a Firenze.
Emblematiche in tal senso le scelte di Vanoli nelle partite contro Parma e Udinese. Nonostante il tecnico abbia deciso di cambiare assetto tattico e ridisegnare la squadra, entrambi sono partiti dalla panchina. La Fiorentina gioca ormai con un solo attaccante, Kean, mentre a centrocampo Sohm è stato addirittura scavalcato nelle gerarchie da Ndour, un giocatore che inizialmente doveva rappresentare “l’alternativa dell’alternativa”. A Parma, l’ingresso di Piccoli e Sohm dalla panchina non ha cambiato nulla: prestazioni negative che hanno certificato un impatto nullo sulla partita. Piccoli si è divorato una clamorosa occasione a porta praticamente vuota, mentre Sohm è entrato con un atteggiamento apparso lontano da ciò che il momento delicato della squadra richiederebbe.
Ad oggi, dunque, il giudizio non può che essere negativo: Piccoli e Sohm sono due flop, soprattutto se rapportati all’investimento economico fatto dalla società. Le panchine e le gerarchie attuali lo confermano, così come la sensazione che la Fiorentina stia già guardando oltre per costruire il proprio futuro.
