17 Gennaio 2022 · 16:33
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Repubblica, anche i numeri lo raccontano, la Fiorentina spreca tanto. E Simeone corre più di tutti

Diceva Vujadin Boskov: «Chi non tira in porta, non segna». Una delle massime del tecnico jugoslavo, che con le sue frasi riusciva sempre a comunicare l’efficacia di uno sport maledettamente concreto e spietato come il calcio. Una battuta che però, statistiche alla mano, non dovrebbe riguardare la Fiorentina del Pioli bis. Una squadra che dopo le prime otto gare di campionato ha segnato 14 reti su 53 tiri nello specchio della porta.

Un numero, quest’ultimo, in linea per esempio, con quelli di Napoli e Milan, superiori all’Inter e dietro soltanto a Juventus e Roma. Insomma, i viola si stanno confermando come squadra che crea molto e spreca troppo. «Non siamo riusciti a concretizzare l’ottima mole di lavoro che abbiamo fatto», ha detto Pioli dopo la sconfitta con la Lazio. Rimarcando poi la lacuna più evidente: «Ci mancano concretezza e determinazione nell’area avversaria. Lavoreremo soprattutto a livello mentale, essere giovani non deve risultare un alibi».

Giovani sì, ambiziosi anche. Sarà per questo che la trasferta di Roma ha lasciato quel sano rammarico nei pensieri del tecnico e dei giocatori viola. Capaci di macinare gioco e risultati al Franchi e costretti a tornare a mani vuote dalle trasferte di Napoli, Milano e Roma con l’unica eccezione di Genova, dove la rete di Simeone aveva prima illuso e poi regalato l’unico punto lontano da Firenze.

Proprio dal Cholito parte la nostra analisi: due reti con Chievo e Samp per poi non riuscire più a trovare la via del gol nelle ultime quattro sfide. Nessun allarme, ci mancherebbe. Però l’argentino è tra i protagonisti più attesi nella stagione che dovrebbe consacrarlo dal punto di vista della maturità e della concretezza. La prima stagione in viola è terminata con 14 reti all’attivo. Giovane, grintoso e con quella smania di crescere che però non dovrebbe togliergli lucidità e freddezza.

L’argentino insomma non deve innervosirsi e soprattutto non dovrà snaturarsi per ricercare il gol. I numeri lo indicano come il giocatore che, secondo solo a Biraghi, corre più di tutti in campo. Sono 10.429 i km percorsi in queste prime otto gare: movimento che gli ha permesso di crearsi 13 occasioni da gol. Il lavoro da fare è ancora tanto, insomma.

Così come per quell’esterno offensivo che in questo momento sta mancando. Perché i cross arrivano principalmente da Biraghi, mentre nell’idea di Pioli sia Chiesa che Pjaca dovrebbero saltare i difensori avversari per creare la superiorità numerica che renderebbe spietato il tridente d’attacco.

Soprattutto il croato, sostituito con la Lazio, è chiamato a una svolta dal punto di vista mentale. La condizione fisica sta migliorando, ma è come se fosse bloccato dalla ricerca di chissà quale giocata per dimostrare tutto il suo talento.

Pioli si dice soddisfatto di quanto riesce a creare la sua squadra. Adesso però dovrà lavorare sulla finalizzazione dei suoi giocatori: più cinici, più cattivi e determinati. Sol così arriveranno punti preziosi anche dalle sfide lontano dal Franchi.

La Repubblica

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