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Pioli no, Vanoli vedremo… dal disastro alla speranza, urge fare punti

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Pioli no, Vanoli vedremo… dal disastro alla speranza, urge fare punti

Redazione

22 Novembre · 14:48

Aggiornamento: 22 Novembre 2025 · 14:53

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Gli ultimi mesi in casa Fiorentina hanno portato la squadra viola a essere fanalino di coda del campionato, sta al nuovo mister riportare il sorriso

di Christian Consalvi

Tutti in casa viola si stanno domandando se Paolo Vanoli possa essere l’allenatore giusto per ridare linfa vitale ad una squadra che, fino ad un anno fa (anche se per poco tempo) dopo l’undicesima giornata di serie a con la vittoria per 3-1 contro il Verona si ritrovava solitaria in testa al campionato guardando tutti dall’alto verso in basso. Ad oggi la Fiorentina è ultima con solo cinque punti all’attivo, 9 gol fatti e ben 18 subiti, ma specialmente senza aver ancora registrato una vittoria in serie a che manca ormai dal lontano 25 maggio dell’anno scorso in trasferta a Udine per 2-3(reti di Fagioli, Comuzzo, Kean) ed addirittura tra le mura amiche da poco più di sei mesi in quel Fiorentina Bologna 3-2 che mantenne vivissime le speranze di un posto in Europa.

All’ex tecnico di Venezia e Torino l’arduo compito di far dimenticare a tutti i tifosi di Firenze, gli sciagurati mesi passati sotto la guida di Stefano Pioli, ma soffermiamoci su cosa non ha funzionato dal ritorno del tecnico italiano terminata la sua esperienza nel campionato arabo e quali accortezze potrebbe portare Vanoli per dare lustro ad una rosa che certamente non è composta da giocatori meritevoli dell’ultimo posto in classifica sotto l’aspetto tecnico.

Pioli: solo croce, nessuna delizia

“Allegri non ci vede in corsa per la Champions? L’ho già scritto sulla lavagna…”, con queste parole Pioli durante la conferenza stampa di presentazione mandava un messaggio forte a tutti i top club di serie a e al collega Max, ma la gestione della sua Fiorentina da quel giorno fino al suo esonero è stata macchiata di tanti errori. Dalla superficialità, alla totale mancanza di un gioco caratteristico, passando per la svalutazione di quasi tutti i membri della rosa che non sono riusciti a rendere sui livelli dello scorso anno scorso sotto la guida di Palladino, e che ad oggi anche sotto l’aspetto fisico sono sembrati estremamente impreparati. Per non parlare dell’estrema difficoltà nel fare gol nonostante un parco attaccanti tutt’altro che scarno, vedi Kean (19 gol lo scorso anno in A), Gudmundsson, Fazzini, fino ad arrivare all’esperienza di Dzeko (che non è mai riuscito a trovare feeling con Pioli) e le qualità di Piccoli (forse pagato un po’ troppo) che potrebbero esser molto utili alle rotazioni davanti.

Di pari passo ci sono state le fragilità difensive, reparto dove la viola dovrebbe concentrarsi in maniera urgente già da gennaio, sperando di poter ritrovare la brillantezza di un Comuzzo lontano dai livelli che lo vedevano vicino a vestire la maglia del Napoli, e magari cercando qualcuno che possa spodestare il ruolo del capitano Ranieri (estremamente messo in discussione dai tifosi). Pioli infine è sembrato totalmente alienato dal contesto serie a, sintomo che non abbia capito molto di come siano andati gli ultimi mesi e di come si mantiene uno spogliatoio ad alti livelli sintomo del fatto che il campionato arabo è tutt’altro che allenante.

Ora spetta a Vanoli

La struttura del 3-5-2 a cui si ispirava anche Raffaele Palladino, un gioco fatto di intensità sui duelli, sviluppato in ampiezza sulle fasce e supportato dalla struttura fisica e tecnica dei suoi due attaccanti, così Paolo Vanoli proverà a riportare serenità alla Fiorentina, lui che col Venezia viaggiava ad una media di 1,71 punti a partita potrebbe aver trovato nelle individualità della sua rosa caratteristiche importanti per poter esprimere al meglio i propri concetti di gioco. Certamente ad oggi la Fiorentina è una polveriera, ma Vanoli sembra l’uomo giusto per riportare serenità e chissà se l’alchimia che si andrà a creare con il nuovo ds Goretti possa inizialmente quantomeno far tornare il sorriso nelle strade di Firenze.

Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del corso di Giornalismo Calcistico ed Uffici Stampa organizzato dall’Élite Football Center.

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