C’è un rumore sordo che accompagna da tempo la stagione della Fiorentina: non un crollo fragoroso, certo, ma un lento logorìo fatto di talento che non incide e di occasioni che pian piano stanno scivolando via. La partita di domenica col Parma ne è stata l’ennesima fotografia. In una squadra che aspetta con ansia il ritorno di Kean, tre giocatori più di altri hanno deluso per rendimento: Roberto Piccoli, Albert Gudmundsson e Dodo. Tre elementi che, per motivi diversi, restano un patrimonio tecnico della rosa ma che, proprio contro i gialloblù, hanno fatto quasi totalmente mancare il loro apporto qualitativo.
Il primo indiziato è inevitabilmente il centravanti. Piccoli convive da mesi con un’etichetta pesantissima: i 27 milioni spesi per acquistarlo, cifra che lo rende l’attaccante più pagato nella storia del club. Un investimento che fin qui non ha trovato riscontro nei numeri. L’ex Cagliari ha segnato appena cinque gol complessivi tra Serie A, Conference e Coppa Italia in oltre 1.700 minuti giocati: un centro ogni 340′, troppo poco per chi dovrebbe guidare l’attacco. La sensazione è che, se Kean non tornerà presto, la Fiorentina rischi seriamente di restare senza quei gol che servono per blindare la stagione. A parziale attenuante del centravanti resta l’atteggiamento: Piccoli, almeno, esce quasi sempre dal campo con la maglia sudata e così è accaduto anche domenica. Lo scrive La Nazione.
