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Nicoletti: “Paratici arriva a Firenze dopo 7 anni di nulla cosmico, lo consigliavo da tempo alla Fiorentina”

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Nicoletti: “Paratici arriva a Firenze dopo 7 anni di nulla cosmico, lo consigliavo da tempo alla Fiorentina”

Redazione

7 Febbraio · 14:42

Aggiornamento: 7 Febbraio 2026 · 14:45

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Costantino Nicoletti commenta l'arrivo di Fabio Paratici e si proietta alla sfida di stasera contro il Torino

L’intermediario di mercato e grande tifoso della Fiorentina, Costantino Nicoletti, è intervenuto a Lady Radio: “Stasera contro il Torino è una partita importantissima, la Fiorentina non può sbagliare. Il clima sarà quel che sarà ma non possiamo lamentarci con i tifosi viola se lo stadio stasera non sarà pieno: chi stasera allo stadio sarà allo stadio sarà un coraggioso. Tra disservizi esterni allo stadio e la squadra che non vince più, non credo ci sia da biasimare chi sceglie di restare a casa”.

In seguito ha voluto sottolineare un aspetto: “Voglio smentire definitivamente un luogo comune: ovvero quello che ci siano stati soltanto Pradè e Corvino negli ultimi 20 anni di Fiorentina. Non in ordine però in società si sono avvicendati Carlos Freitas, che è un ottimo dirigente, Eduardo Macia, che conosce il calcio come pochi, Pereira, tutti personaggi passati sotto traccia ma che di fatto ricoprivano il ruolo di direttori sportivi”.

Su Paratici: “A Fabio voglio molto bene, e va sottolineato che è un dirigente di altissimo livello: 11 anni di Juventus, 3 anni di Tottenham, e i primi alla Sampdoria. Il tutto sotto l’ala di un dirigente di caratura mondiale come Giuseppe Marotta. Era da anni che chiedevo alla Fiorentina una gestione del genere, quando era ancora in vita il buon Joe Barone: da sempre gli ho consigliato di affiancarsi una persona del genere”.

Aggiunge: “Dall’approccio che ha avuto con i media e la città si percepisce che sia un’altra musica rispetto al passato: è questo il rinnovamento di cui questa società aveva bisogno da anni. Come al solito, con la complicità di moti fiorentini, abbiamo semplicemente perso 7 anni, in cui a Firenze c’è stato il nulla cosmico”. 

Ha voluto commentare anche la situazione di Moise Kean: “Purtroppo l’informazione di regime ci spinge sempre a pensar male. È vero che si è infortunato alla caviglia, nessuno lo mette in dubbio, però è ormai sotto gli occhi di tutti che le esclusioni delle ultime partite sono date da tutta una somma di fattori: e lo disse lo stesso Vanoli dopo la partita vinta contro la Cremonese, e non perché era infortunato”.

“Poi l’infortunio di Dzeko ribaltarono tutto e il tecnico fu costretto a mandarlo in campo. È innegabile che quest’anno il ragazzo abbia degli atteggiamenti non proprio idilliaci, anche se sono convinto che la gestione dell’infortunio da parte dello staff medico non sia stato dei migliori”

 

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