Due partite in quattro giorni per ritrovarsi o per perdersi di nuovo. Roberto Piccoli ha riassaporato la titolarità con la Fiorentina dopo mesi di attesa, tornando a giocare due gare consecutive dall’ inizio per la prima volta da novembre (Mainz e Genoa, rispettivamente il 6 e il 9 novembre). Un ritorno che ha però prodotto dei segnali contrastanti: contro la Cremonese l’ex punta del Cagliari ha fatto il lavoro sporco, ovvero movimenti, sponde e pressione costante. Il gol non è arrivato, ma il peso specifico sì, tanto che l’azione simbolo resta quel rigore guadagnato nel primo tempo e poi inspiegabilmente cancellato, forse la vera medaglia da appuntarsi al petto.
Diversa e decisamente più opaca la serata dello stadio Olimpico contro la Lazio. Piccoli è finito risucchiato nella mediocrità del primo tempo viola e, fino a quando è rimasto in campo, non ha mai messo in difficoltà la retroguardia biancoceleste: due soli palloni giocati in avanti e tre passaggi riusciti, appena il 60% di quelli toccati. Una prova da rivedere, che riapre i dubbi in vista del Milan: Piccoli ora è di nuovo in ballottaggio con un Kean a mezzo servizio. Lo scrive La Nazione.
