Gattuso ha pianto subito, Donnarumma dopo. Sul campo è andata male, sul piano dell’attaccamento alla maglia al gruppo azzurro eliminato dalla Bosnia è onestamente difficile imputare qualcosa. Ma adesso è già ora di guardare avanti, perché al di là della partita per la presidenza federale che comunque tutto influenzerà (ne potete leggere su QN), il giorno dopo l’ennesimo fallimento la domanda è abbastanza scontata: come ripartiremo?
ll ct. A fine partita Gravina ha chiesto a Gattuso di rimanere, e con lui anche Gigi Buffon come capodelegazione. Buffon ha detto che onorerà l’impegno preso fino a scadenza, ovvero giugno 2026, poi ci saranno da fare ragionamenti. Ovviamente tutto è ancora in alto mare, Ringhio ha preso malissimo il fallimento dell’avventura azzurra e comunque ha sempre messo l’interesse della squadra davanti alla sua posizione personale. Ora l’Italia sarà spettatrice del mondiale, poi a settembre tornerà in campo nella Nations League, nel gruppo con Turchia, Belgio e Francia. Ieri alcune voci parlavano di un Gattuso pronto a fare subito un passo indietro e a lasciare la panchina in anticipo sulla scadenza contrattuale. Si capirà presto se era la delusione del momento o una convinzione consolidata. Ovviamente, si è scatenato il toto-allenatori, con Antonio Conte e Max Allegri come nomi più gettonati, con Mancini prontissimo. Ma prima sarà necessario attendere che si srotoli la questione Gravina, ovviamente.
Il capitano. Se negli ultimi venti anni l’unico successo, quello dell’Europeo inglese del 2021, è arrivato soprattutto per le prodezze ai rigori, è perché Gigio Donnarumma è uno dei pochi giocatori in rosa di livello mondiale, il solo insieme a Tonali che potrebbe giocare titolare in una nazionale di vertice o in un club da Champions League: «Dopo la partita, ho pianto. Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l‘Italia dove merita di stare, per la tristezza enorme che sto provando io insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale. Dopo una delusione così grande, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta. La vita sa premiare chi dà tutto, senza risparmiarsi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire. Insieme. Ancora una volta. Per riportare l‘Italia dove merita di stare», ha scritto sui social il capitano azzurro. Locatelli ha aggiunto: «Sono distrutto».
Chi resta. Ora è il momento di progettare un futuro, del quale non potranno fare parte per ragioni anagrafiche i vari Di Lorenzo, Spinazzola, Politano, ma in realtà la rosa che ha un’età media di 26 anni è nel pieno della maturità, quindi molti possono proseguire per un altro ciclo. E ci sono giovani interessanti per il futuro: Pisilli e Palestra sono già stati inseriti, Pio Esposito scalpita per un posto da titolare a 21 anni, ma Kean e Retegui ne hanno solo 26 e Scamacca 27. Nell’Under 21 di Baldini si stanno mettendo in mostra Luca Koleosho e Michael Kayode, e in Germania al Borussia crescono il 21enne Filippo Mane, il 18enne Luca Reggiani e il 17enne Samuele Inacio. Lo scrive La Nazione.
