Nell’immediata vigilia della partita che potrebbe dare una svolta alla stagione l’ambiente viola è una pentola a pressione. Kean, Solomon, Paratici e mercato. Non necessariamente in quest’ordine, con un punto fermo: la Cremonese. Perchè la squadra-rivelazione di Nicola guidata da quella vecchia Fox (intesa come ex giocatore del Leicester) di Jamie Vardy (perché non averci fatto un pensierino? Ma questo è un altro discorso che ci porta fuori strada) è spartiacque della stagione. Intesa come Fiorentina 2025 e quella 2026 che il futuro (prossimo) ds sta già ridisegnando. Già, perché Vanoli (ad ora gode della fiducia della dirigenza) si trova a fare i conti (e tabelle) con una squadra che molto probabilmente non sarà uguale domani. Si dice che sia in atto una profonda ristrutturazione, ma oggi ci sarà bisogno di contare su chi adesso c’è e domani ‘non v’è certezza’. Ci sarà Kean, rientrato ieri al Viola Park dopo il tanto discusso permesso festivo. In che forma e se dall’inizio o a gara in corso lo sapremo presto. Appena saranno date le formazioni ufficiali.
La sensazione è che il numero 20 andrà in panchina, con Piccoli al centro dell’attacco, anche se Moise sarebbe l’uomo che in questo momento potrebbe traghettare la Fiorentina verso acque più tranquille. Il condizionale è d’obbligo. Come lo è in tutta la vicenda che ha anche travolto la Fiorentina con l’arrivo di Solomon. E parleremo del giocatore e non dell’uomo Manor, perché lo sport si esprime con un linguaggio universale ed è quello del campo. Ieri sono arrivati i documenti ufficiali per essere convocato e dunque, sarà giudicato per quello che porterà alla Fiorentina. Fiorentina che ha un bisogno disperato di esterni che saltino l’uomo o che, almeno, creino superiorità numerica. Quello (e non solo) che è mancato fino a ora alla squadra di Vanoli (e di Pioli). Rientrerà Gosens, non uno qualsiasi che per la grinta vista voglia mentre era ai box, giocherà con il sangue agli occhi. Quello che dovranno avere tutti gli altri, insieme a quella dose di coraggio per non scendere in campo bloccati e con la ‘timidezza’ nel gioco, spesso indietro e quasi mai avanti (o in verticale, se preferite).
Servirà una Fiorentina con le idee chiare, contro una squadra, bellina da vedere e ben organizzata come quella di Nicola. Partita con l’idea di salvarsi si è ritrovata piacevole realtà del calcio di provincia che lascia poco ai fronzoli e tanto alla concretezza. Con quella vena di imprevedibile concretezza affidata a Gudmundsson.
E Paratici? Domani dovrebbe essere il suo giorno. Aspettiamo fiduciosi soprattutto delle sue idee per cambiare il volto a questa squadra. In fondo il domani è già adesso e di tempo ne è stato perso anche troppo aspettando un segnale che doveva arrivare dalla squadra che ha solo dato l’illusione, nella gara contro l’Udinese, di sapere cosa fare. Poi il passo indietro di Parma che ha di fatto accelerato le scelte di Paratici. Lo riporta La Nazione.
