di Christian Corbascio
Tra le responsabilità maggiori di Paolo Vanoli c’è sicuramente quella di trovare la quadra per riportare Moise Kean ai livelli della scorsa stagione.
Gli attaccanti di Vanoli
Il classe 2000 è il primo dei giocatori Viola chiamato a dare una svolta alla propria stagione e non vi è occasione più ghiotta di quella contro il suo passato: la Juve. Il vortice di critiche che ha risucchiato la squadra non ha infatti risparmiato neanche Moise, finora ben lontano dal giocatore da 19 gol dello scorso campionato secondo solo a Mateo Retegui con 25. Il disordine tattico e la mancanza di rifornimenti di questo inizio di stagione non hanno sicuramente giovato al talento classe 2000, adesso nelle mani della cura Paolo Vanoli per ritornare a fare ciò che gli riesce meglio: segnare. Il recente passato tra il nuovo allenatore e i suoi ex attaccanti fa ben sperare Moise. Sotto la guida di Paolo Vanoli, infatti, sono passati attaccanti come Joel Pohjanpalo, capocannoniere del suo Venezia nella Serie B di 2 anni fa, e Duvan Zapata, con ben 3 gol in sole 7 partite giocate prima del grave infortunio al crociato dell’anno scorso.
Il bandolo della matassa
Poste le basi, ora la palla passa al campo e alla tattica. Paolo Vanoli ha dimostrato per parte della passata stagione al Torino di poter giocare con 2 punte in un 352 che valorizzerebbe maggiormente i tanti attaccanti centrali dell’organico viola. Dall’altro lato, vi è un Kean che quest’anno ha dato prova di soffrire la presenza di un altro attaccante – come Piccoli o Dzeko – che gli limiti il raggio d’azione, prediligendo una seconda punta come Gudmundsson al suo fianco. Al tecnico l’onere di prendere una decisione definitiva: fare adattare Kean alle sue richieste tattiche o adattarsi a Kean.
Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del corso di Giornalismo Calcistico ed Uffici Stampa organizzato dall’Élite Football Center.
