C’è stata un’epoca in cui, a Como, i tifosi della Fiorentina andavano anche in cinquemila. Anni in cui il calcio era diverso, non esistevano limitazioni e la leggerezza con cui venivano vissute le partite era l’elemento pregnante di ogni domenica. A distanza di venti stagioni dall’ultimo scontro in riva al lago, non è però cambiato l’entusiasmo con cui i sostenitori viola prenderanno d’assalto la trasferta del Sinigaglia (saranno oltre 700, il massimo consentito), il luogo dove la squadra di Palladino vuole continuare a sognare i vertici della classifica ma, soprattutto, il teatro di quello che resta ancora oggi lo striscione più divertente e iconico mai realizzato dalla curva Fiesole: «Voi comaschi, noi colle femmine». Un gioco di parole tanto elementare quanto efficace (esposto in un Como-Fiorentina del 18 dicembre 1988 e firmato dal gruppo «Supporters») che è passato alla storia, al punto tale da essere stato replicato anche da altre tifoserie: «Quando con gli editori del mio primo libro arrivò il momento di decidere il titolo, erano rimasti solo due gli striscioni che si contendevano la scelta: «Giulietta è ‘na zoccola» e «Voi comaschi, noi colle femmine», perché erano in assoluto gli slogan degli anni ’80 che erano saliti agli onori della cronaca per la loro originalità» racconta Cristiano Militello, volto televisivo di «Striscia la notizia» celebre per i suoi commenti alle immagini più divertenti delle curve degli stadi, da cui ha tratto spunto per una serie di pubblicazioni: «Nel 2005, quando organizzai lo «Scudetto degli striscioni», io e Rivera premiammo l’autore di questo lenzuolo, un ragazzo di nome Ferruccio che faceva il portantino a Careggi.
Lo ritengo un calembour che spiega tutta l’ironia dei tifosi toscani: anche per questo è bello che la Fiorentina sia così in alto in classifica, che ci sia questo entusiasmo nel partecipare al «rinnovo delle cariche» con le big della Serie A. Palladino sta confermando il suo valore». Dello stesso avviso Federico De Sinopoli, leader dell’Atf e protagonista di quella mitica trasferta a Como: «Sono stati tanti i lenzuoli che i nostri hanno dedicato a quelli del Como. Questo perché i sostenitori locali negli anni ’80 erano molto indietro rispetto ai movimenti ultras di altre realtà. Il Sinigaglia era terreno fertile per le battute al punto che quando anni dopo tornammo facemmo il bis con «Sempre comaschi?». Ma è la battuta iniziale l’unica degna di passare alla storia». Lo riporta La Nazione.