Il rischio calcolato è schierare un centravanti, Moise Kean, che ha appena superato un infortunio e non è al cento per cento. E un partner, Mateo Retegui, che da novembre non gioca una partita ad alta intensità, essendo indaffarato nel campionato saudita (tra l’altro sospeso da due settimane a causa della guerra in Medio Oriente). Kean i primi sessanta minuti, Esposito gli ultimi trenta: il piano di Gattuso a grandi linee è questo. Sarebbe stato più complesso invertire l’ordine degli addendi, perché Kean avrebbe percepito la panchina come una bocciatura e merita il rispetto delle gerarchie iniziali. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
