Una buona metà della Serie A, quella che in questi ultimi tempi ha più incarnato uno spirito riformista e vanta uno schieramento trasversale tra big e provinciali, ha deciso di serrare i ranghi e difendere il giocattolo. L’obiettivo è evitare il commissariamento della Federazione, e semmai arrivasse avere un peso notevole su mandato e durata. Ieri in via Rosellini si è tenuta una riunione informale che ha messo assieme il fronte delle riformiste: Juventus, Inter, Napoli, Roma, Fiorentina, Torino, Sampdoria, Sassuolo, Bologna, Cagliari. Praticamente tutte le storiche big (tranne il Milan) più club medio-piccoli con alle spalle solidi imprenditori. Il quorum per le elezioni è fissato a 14 voti, l’alleanza ne conta dieci e punta a convincere alcune indecise come Atalanta, Benevento, Spal, considerato che il contraltare Claudio Lotito può contare su un blocco di cinque (Lazio, Genoa, Chievo, Crotone, Verona, oltre all’incerta Udinese).

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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