Vi proponiamo un passaggio di Benedetto Ferrara sul suo editoriale per Repubblica: “Estate un po’ folle, che rimbalza tra la noia, la rabbia e vaghe promesse. E tra un altrove dove l’ex sindaco Borja Valero racconta: «I miei problemi? Tutti legati alla nuova direzione sportiva. Non vedeva le cose come le vedevo io. Non mi vedevano importante come mi sento io». Non è una novità. Corvino (mai citato) non lo voleva più, lui lo ha capito un anno fa. E così è finita come doveva finire. Basta. Nel frattempo è stata messa in giro la storia del mercenario (come se tutti i giocatori fossero uguali), quella usata per Bernardeschi e magari anche per Kalinic, il cui destino intriga i media come un torneo di briscola alla casa del popolo di Serpiolle. Misteri. (…)

Il presidente esecutivo e il suo braccio destro Corvino (o viceversa, dipende dai giorni) incasseranno un malloppo da urlo. Una cifra vicina ai 70 milioni. Una parte è già stata spesa, ma una cinquantina di milioni per rifare la squadra dovrebbero esserci. E, soprattutto, il direttore generale ha avuto mandato di comprare almeno un paio di pezzi importanti. Giovani che intrighino il tifoso viola, anche per evitare che si metta a battere davvero la testa contro il muro. Certo, non è facile. Questione di ingaggi, però magari qualche giovane che ha deluso in un top club, qualche giocatore finito in panchina che ha bisogno di rinascere in una squadra non troppo ambiziosa ma disposta a fare di lui una piccola stella ci sarà. Poi per l’ingaggio ci si mette d’accordo: si spalma, si smezza, insomma Corvino è chiamato a non fallire, si gioca tutto, e gli è stato detto chiaramente all’ultimo cda di evitare di fare la collezione di giocatori mediamente inutili da 2,5 milioni a cartellino

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