Servirà ancora qualche giorno ma questo matrimonio «s’ha da fare». Fabio Paratici e la Fiorentina insomma si son detti sì e adesso si tratta soltanto di definire i dettagli. Certo, come detto non sarà questione di ore. Anche perché l’ex dirigente della Juve deve prima risolvere il proprio contratto col Tottenham. Niente di particolarmente complicato, ma per queste cose si sa servono calma e un minimo di pazienza.
Quello che conta però è che l’uomo scelto dai viola per prendere in mano l’area tecnica (e probabilmente non solo) del club ha deciso di accettare la sfida e già ieri c’era chi assicurava che fosse arrivato in città. Possibile, per non dire probabile. Sicuramente era in Italia, e in qualche modo si può dire che oltre a quella della prima vittoria in campionato questa domenica 20 dicembre sia stata anche la prima dell’era Paratici.
Lo aspetta un accordo lungo (quattro anni e mezzo), ricco, e stimolante. Del resto, che l’idea di rilanciarsi e di tornare a lavorare in Italia lo tentasse, si era intuito fin da subito. Non a caso, quando ha ricevuto la chiamata da Firenze, ha aperto la porta. Una disponibilità più o meno immediata, che si è fatta iper convinta quando gli è stato spiegato che sarebbe stato sostanzialmente a capo di una struttura nuova e che avrà un duplice (complicatissimo) compito. Il primo: tentare di salvare la stagione. Il secondo: aprire un nuovo ciclo che segua logiche totalmente diverse da quelle (quasi mai lineari) seguite fin qua. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
